Il Tirreno

Montecatini

L’arte contemporanea ha trovato la sua sede

di David Meccoli
L’arte contemporanea ha trovato la sua sede

Terminati i restauri all’ex ufficio delle Poste che ospiterà il “Moca” Tra i quadri di Mirò e Annigoni anche i progetti di Rossi per il Kursaal

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MONTECATINI. La donna di Mirò, quella avvolta in un volo d’uccelli, scende di un piano le scale del municipio e si adagia su una grande parete liberata tutta per lei. Nella sala d’ingresso il benvenuto ai visitatori sarà dato (assieme a un vecchio bancone liberty donato dall’Apam e a un bookshop) dall’opera più grande, quel “Vita” di Pietro Annigoni che dopo anni di peregrinazioni (dall’Accademia Scalabrino, che ne è ancora proprietaria, alla gipsoteca di Pescia e poi di nuovo a Montecatini nel palazzo comunale) trova finalmente un luogo degno di ospitarla. E poi ancora quadri di Maccari, Tamburi, Biagi, Sossio, Possenti e Visani e i progetti di Aldo Rossi per il Kursaal.

È così che si presenterà per l’inaugurazione, programmata per il giorno di Santa Barbara, il Moca (acronimo di “Montecatini Contemporary Art”), la nuova galleria civica voluta dall’assessore alla cultura Bruno Ialuna e ricavata negli ex locali (restaurati) dell’ufficio postale situati al piano terra del Comune. Le prime tre sale ospiteranno esposizioni temporanee, mentre nelle altre ci saranno le opere permanenti e una grande schermo da 40 pollici che passerà video sulla storia della città. Nei sotterranei, un tempo i magazzini delle Poste, ci sarà la possibilità per le scolaresche di partecipare a laboratori didattici grazie anche a una lavagna interattiva multimediale. I lavori, partiti dopo il nulla osta della Soprintendenza e realizzati grazie anche a un finanziamento della Regione (e provenienti da fondi europei destinati a progetti riferibili all’arte contemporanea), hanno interessato un’area di 400 mq e sono costati 280.000 euro (compreso il contributo del Comune di 100mila euro). Altri 40mila euro sono arrivati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e sono stati destinati specificatamente all’acquisto degli arredi della galleria civica. Cmsa e Piacenti in questi mesi hanno restaurato i velari, le parti in legno, la pavimentazione, i banconi (dove un tempo si pagavano i bollettini e che ora fungeranno da cavalletti naturali per i quadri). Il Moca (che nel logo presenta una “M” che ricorda la facciata del municipio), dopo l’inaugurazione aprirà le porte al pubblico ogni venerdì pomeriggio, e il sabato e la domenica per l’intera giornata (e sempre con ingresso gratuito a offerta). «E speriamo – commenta l’assessore Bruno Ialuna – che la prossima amministrazione abbia la volontà di allargare il museo anche alle altre sale del piano terra, oggi occupate da alcuni uffici».

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