Meteo
Io, comunista ho stretto la mano al presidente
Ventiquattro anni di collaborazione al “Tirreno” a cui vanno aggiunte le trenta e più stagioni passate dietro il bancone di una hall. Lì ne ho viste davvero tante vegliando sulla privacy dei clienti....
Ventiquattro anni di collaborazione al “Tirreno” a cui vanno aggiunte le trenta e più stagioni passate dietro il bancone di una hall. Lì ne ho viste davvero tante vegliando sulla privacy dei clienti.
Lo strappo alla regola lo faccio per l’incontro ravvicinato con il cavaliere Silvio Berlusconi, il Grande Ammaliatore, gradito ospite al Grand Hotel & La Pace.
Arriva in mattinata, saluta tutti molto cordialmente si informa sull’andamento della stagione e sulla clientela.
Ragguagliato sul fatto che molti ospiti sono russi, dice sorridendo: «Da quelle parti circolano una decina di nuove barzellette sul mio conto».
Aspettiamo la “chicca” che però non arriva. Il momento topico giunge intorno alle 19.
Esce dall’ascensore e si avvicina nuovamente al bancone, in compagnia del dottor Stefano Pucci, il padrone di casa, che ammiccando nella mia direzione dice: «Vede, presidente, quel signore ha un grosso problema. Anzi diciamo che è molto combattuto. Metà del cuore batte per la fede milanista, ma l’altra metà è per la causa comunista».
«Non va bene – ribatte il Cavaliere – perché significa che ha tolto le strisce nere dalla maglia».
Poi attacca una filippica sui mali creati dal comunismo, «è un sistema dittatoriale che ha provocato eccidi e ne abbiamo esempi nella storia», con faccia severa elargendomi solo nel finale un benevolo sorriso.
«Lei ha la faccia buona. Ricorda gli idealisti di un tempo. Assomiglia un po’…» Si ferma squadrando i miei tratti.. «A Lenin da giovane!» incalza il dottor Pucci. «Esatto» E giù un altro smagliante sorriso. Non aspettavo un complimento migliore.
Mi lascia con un “Forza Milan”, stringendomi la mano. Io comunque resto delle mie convinzioni, sia calcistiche sia soprattutto politiche. L’Italia non so dove andrà a finire. Speriamo nel Milan….
Roberto Grazzini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google