Il Tirreno

Montecatini

L’azienda incontra parte dei sindacati

di David Meccoli
L’azienda incontra parte dei sindacati

Al confronto di oggi con la Paganelli non invitate le segreterie confederali. Contestata anche l’assenza della proprietà

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MONTECATINI. Un incontro sbagliato nel metodo e nel merito. Andrà in scena stamattina negli uffici delle Terme, ma da una parte e dall’altra della scrivania ci saranno delle assenze importanti.

«Avevamo richiesto urgentemente un incontro all’inizio dello scorso mese – dice Aniello Montuolo, Fisascat Cisl – ma la risposta è arrivata solo adesso, a fine ottobre. E non è tutto: la lettera che era stata inviata dalle organizzazioni sindacali faceva riferimento alla presenza sia delle tre sigle di categoria (Filcams, Fisascat e Uiltucs), sia delle tre segreterie confederali (Cgil, Cisl e Uil), e invece la convocazione non riguarda queste ultime. Così sembra che il problema sia sindacale e di settore, piuttosto che per il futuro della città e dell’intero territorio. Infine, il nostro invito era chiaramente rivolto, oltre che all’amministratore unico della società, anche alla proprietà, ovvero Comune e Regione, che invece non saranno presenti».

Un “metodo”, per la Fisascat, del tutto sbagliato, quindi, quello scelto dalle Terme. Ma anche il “merito” della questione ha le sue pecche.

I sindacati, nelle scorse settimane, avevano infatti sollecitato l’incontro facendo esplicite domande durante una conferenza stampa: «L’azienda ci spieghi dove sono finiti i soldi pubblici, perché il cantiere alle Leopoldine non riparte e perché si parla di cassa integrazione quando ci sono lavoratori con più di mille ore di ferie o permessi». Domande alle quali, oggi, sarà chiamata a rispondere (da sola) l’Au Paganelli.

«Con Paganelli – spiega Montuolo – rischiamo di essere messi a conoscenza di cose dette e ridette. Dubito fortemente che stavolta, a differenza delle precedenti occasioni, venga a comunicarci qualcosa di concreto sul futuro dell’azienda e dei lavoratori. Parleremo di quali progetti di rilancio ci sono o ci troveremo di fronte ai soliti incontri che definirei standard?».

Montuolo segnala infine un ulteriore problema dell’ultima ora. «L’azienda ha prorogato l’apertura degli stabilimenti termali, ma si è ben guardata dall’allungare anche i contratti dei lavoratori stagionali. La strada intrapresa, infatti, è quella di ricorrere agli straordinari del personale interno. Scelta sbagliata per due motivi: gli stagionali ci sono apposta per coprire gli spazi di surplus di lavoro e poi le ore di straordinario costano di più. Perché si risparmia su tutto, si fanno tagli e poi ci si possono permettere queste spese extra?». Un’altra questione dunque che sarà posta al centro della discussione con l’amministratore unico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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