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L’azienda incontra parte dei sindacati
Al confronto di oggi con la Paganelli non invitate le segreterie confederali. Contestata anche l’assenza della proprietà
MONTECATINI. Un incontro sbagliato nel metodo e nel merito. Andrà in scena stamattina negli uffici delle Terme, ma da una parte e dall’altra della scrivania ci saranno delle assenze importanti.
«Avevamo richiesto urgentemente un incontro all’inizio dello scorso mese – dice Aniello Montuolo, Fisascat Cisl – ma la risposta è arrivata solo adesso, a fine ottobre. E non è tutto: la lettera che era stata inviata dalle organizzazioni sindacali faceva riferimento alla presenza sia delle tre sigle di categoria (Filcams, Fisascat e Uiltucs), sia delle tre segreterie confederali (Cgil, Cisl e Uil), e invece la convocazione non riguarda queste ultime. Così sembra che il problema sia sindacale e di settore, piuttosto che per il futuro della città e dell’intero territorio. Infine, il nostro invito era chiaramente rivolto, oltre che all’amministratore unico della società, anche alla proprietà, ovvero Comune e Regione, che invece non saranno presenti».
Un “metodo”, per la Fisascat, del tutto sbagliato, quindi, quello scelto dalle Terme. Ma anche il “merito” della questione ha le sue pecche.
I sindacati, nelle scorse settimane, avevano infatti sollecitato l’incontro facendo esplicite domande durante una conferenza stampa: «L’azienda ci spieghi dove sono finiti i soldi pubblici, perché il cantiere alle Leopoldine non riparte e perché si parla di cassa integrazione quando ci sono lavoratori con più di mille ore di ferie o permessi». Domande alle quali, oggi, sarà chiamata a rispondere (da sola) l’Au Paganelli.
«Con Paganelli – spiega Montuolo – rischiamo di essere messi a conoscenza di cose dette e ridette. Dubito fortemente che stavolta, a differenza delle precedenti occasioni, venga a comunicarci qualcosa di concreto sul futuro dell’azienda e dei lavoratori. Parleremo di quali progetti di rilancio ci sono o ci troveremo di fronte ai soliti incontri che definirei standard?».
Montuolo segnala infine un ulteriore problema dell’ultima ora. «L’azienda ha prorogato l’apertura degli stabilimenti termali, ma si è ben guardata dall’allungare anche i contratti dei lavoratori stagionali. La strada intrapresa, infatti, è quella di ricorrere agli straordinari del personale interno. Scelta sbagliata per due motivi: gli stagionali ci sono apposta per coprire gli spazi di surplus di lavoro e poi le ore di straordinario costano di più. Perché si risparmia su tutto, si fanno tagli e poi ci si possono permettere queste spese extra?». Un’altra questione dunque che sarà posta al centro della discussione con l’amministratore unico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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