Il presidio
Il Comune acquista (quasi) tutta la pineta
Perplesso Sensi (Pdl): «Basterà a riaprire il cantiere Leopoldine?»
MONTECATINI. L’amministrazione comunale ha deciso: comprerà (quasi) tutta la Pineta in un sol boccone. Ed è questo che verrà portato in approvazione venerdì sera in consiglio comunale. La comunicazione è stata fatta in conferenza dei capigruppo. In questo modo si “disinnesca” il pericolo dello stop agli acquisti di immobili da parte degli enti pubblici che il governo Monti dovrebbe introdurre dal prossimo gennaio.
Niente rate. Si tratta di un vero e proprio colpo di scena, perché finora l’amministrazione aveva sempre detto di voler acquistare il parco termale a rate, accantonando 1,5 milioni all’anno derivanti dalla tassa di soggiorno. La stima dell’Agenzia del territorio, a cui era stata affidata la perizia, presentata nelle scorse settimane, indicava però in 2,95 milioni di euro il prezzo del polmone verde di proprietà termale. Di qui l’ipotesi di acquisto a pezzi, subito però “rinnegata” per procedere invece a un’acquisizione in un sol colpo. I finanziamenti trovati dalla giunta ammonterebbero a circa 2,8 milioni, ragion per cui il passaggio di proprietà non dovrebbe contemplare l’intera area verde, ma ne resterebbe fuori un pezzettino. Venerdì sera forse capiremo quale e perché.
Sblocco del cantiere. Il fine dell’acquisto del Parco termale è noto: in questo modo il Comune intende immettere soldi freschi nelle casse termali, che assieme a quelli dell’aumento di capitale promessi dalla Regione dovrebbero agevolare lo blocco dei finanziamenti da parte delle banche per la ripresa dei lavori al cantiere delle Leopoldine.
Sensi dubbioso. L’ex assessore Sensi chiede al sindaco se «l'acquisto della pineta e l'aumento di capitale da parte della Regione sono condizione necessaria e sufficiente per tenere in vita la società Terme e per celermente completare il progetto Fuksas».
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