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Un bando unico per la gestione degli impianti sportivi
MONSUMMANO. Sarà un bando unico. La gestione dei cinque impianti sportivi di proprietà del Comune (palestra e campo sportivo Berti di Cintolese, palazzetto dello sport di piazza Pertini, stadio...
MONSUMMANO. Sarà un bando unico. La gestione dei cinque impianti sportivi di proprietà del Comune (palestra e campo sportivo Berti di Cintolese, palazzetto dello sport di piazza Pertini, stadio Strulli e campo Loik) passerà da una sola gara per l’aggiudicazione che gli uffici pubblicheranno nei prossimi mesi.
L’obiettivo è arrivare alla firma della convenzione con gli uffici comunali entro il 31 dicembre, data in cui avrà termine la gestione temporanea affidata alla Uisp di Pistoia iniziata da questa stagione agonistica. La notizia, che già circolava, è ora ufficiale. «Vogliamo chiudere la questione entro la fine dell’anno - spiega l’assessore allo sport Andrea Mariotti - prima però abbiamo intenzione di convocare la Consulta dello Sport, composta dai rappresentanti dell’amministrazione e delle società sportive, per avere un dialogo e un confronto aperto. Poi faremo il bando e andremo all’assegnazione. Sarà nostro compito fare ogni sforzo possibile per non prorogare i tempi previsti, l’indirizzo è andare a bando unico dopo i due bandi di gara non andati a buon fine quest’estate. La nostra volontà era già stata espressa a settembre alle associazioni del territorio, che quindi ne sono a conoscenza. Comunque siamo disponibili ad ascoltare ancora tutte le parti in causa».
Accanto al progetto, ormai chiaro, sulla gestione dei cinque impianti sportivi, arriva anche una modifica al regolamento specifico in riferimento alla durata della concessione. Riprende Mariotti: «Ora il decalogo delle regole per le strutture fissa un tempo massimo di sei anni per la convenzione da stipulare con il Comune. Amplieremo la durata, così se ci fossero delle proposte serie di imprenditoria gestionale con ottimi investimenti siamo disposti a valutarle. È una possibilità in più per le società». O in meno, direbbero alcuni. Quelli che non possono permettersi di prendere in carico cinque centri sportivi sul territorio, colmarne le lacune strutturali (vedi lo stato precario della tribuna dello stadio Strulli), pensare alla loro organizzazione e logistica, pagare le utenze di elettricità, riscaldamento e acqua, provvedere alla manutenzione ordinaria (tantomeno a quella straordinaria) e, naturalmente, avviare investimenti e opere per una migliore fruizione.
Restano comunque da vedere le modalità con cui verrà affrontata la magagna, soprattutto per quanto riguarda il finanziamento elargito dal Comune, considerato non sufficiente dalle società nell’ultimo bando andato deserto. (l.s.)
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