Il presidio
Sensi a Chimenti: Miss Italia non deve promuovere i negozi
Stimo molto Chimenti,per quello che ha realizzato, investendo sempre in prima persona come imprenditore, sia per la sua fattiva attività di pres. del centro commerciale naturale
Stimo molto Chimenti, per quello che ha realizzato, investendo sempre in prima persona come imprenditore, sia per la sua fattiva attività di pres. del centro commerciale naturale.
Nel suo accorato intervento in difesa di Miss Italia c'è però un errore di fondo.
Miss Italia non è un fine ma soltanto un mezzo per promuovere la città.
Le persone non prenoteranno camere negli alberghi ne' il territorio si arricchirà in alcun modo per l'evento Miss Italia.
Se si eccettua un aumento dell'affluenza di paesani delle cittadine vicine nello struscio serale, Miss Italia non sembra determinare nemmeno un incremento delle presenze in città.
Onestà impone infatti di non considerare tale la presenza delle miss, dei loro familiari o fidanzati o dei funzionari RAI poiché essa costa alla comunità oltre 600.000 euro.
In altre parole con Miss Italia non vengono nuove persone che portano soldi in città ma, al contrario, è la città che spende e tanto per far venire Miss Italia.
A chi giova allora Miss Italia?
Gioverebbe a Montecatini se essa avesse un prodotto da promuovere nel circuito del turismo nazionale (poiché il richiamo dell'evento non varca i confini del nostro Stato) che non possono che essere le nuove Terme.
Questo prodotto pero' non c'è e non può certo accettarsi la tesi di Chimenti che vuole che la città sia un attrazione internazionale per il suo commercio e per i suoi locali.
Nessuno nega che ci siano delle eccellenze e che il centro commerciale di Montecatini sia di livello, ma pensare che le gente si sposti dalla Lombardia o dalla Sicilia o dall'estero perché attratta dai negozi e dai locali di Montecatini e' pura utopia.
Se lo scopo di Miss Italia è promuovere i negozi spendendo oltre 600.000 - 700.000 euro allora non facciamola più.
Non scambiamo il mezzo con il fine.
In se Miss Italia non è un valore aggiunto, lo diventerà solo quando e (purtroppo) se la città avrà qualcosa da promuovere di accattivante e di nuovo.
Fino a quel momento c'è da chiedersi se serve davvero.
Senz'altro 600.000 - 700.000 euro di soldi pubblici potevano essere altrimenti destinati per realizzare nuovi giardini pubblici o meglio attrezzare quelli che ci sono oppure per la sicurezza dei cittadini.
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