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Via dalla zona industriale Azienda lascia una sede

di Luca Signorini
Via dalla zona industriale Azienda lascia una sede

La Pratika delocalizza e concentra l’attività monsummanese in via Primo Maggio Restituita al Comune (che ha aperto un nuovo bando) l’area dello stabilimento

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MONSUMMANO. Un’importante azienda attiva nel settore della produzione calzaturiera decide di delocalizzare un suo stabilimento e lasciare definitivamente la zona industriale della città.

La ditta in questione si chiama Pratika, aveva due sedi a Monsummano (una in via Primo Maggio, l’altra in via Maestri del Lavoro angolo via Abruzzo). Due sedi che, però, diventeranno una sola (quella di via Primo Maggio). L’azienda opera nella vendita e riparazione di macchinari, ricambi, accessori e filati per le calzature, oltre ad offrire servizi di assistenza tecnica e consulenza. Nata nel 1983, ha la sua sede legale a Fucecchio ma già dal 1985 si è allargata nel Valdarno e nel sud Italia, mentre con gli anni Novanta ha iniziato a guardare e installare centri di produzione in zone emergenti come Tunisia, Sud America e Europa dell’Est (nello specifico Romania, Slovacchia e Macedonia).

Nel 2000 si era allargata a Monsummano, acquisendo in diritto di superficie dal Comune (dopo l’adesione a un normale bando pubblico) un’area di oltre 2mila metri quadrati nella zona produttiva di via Maestri del Lavoro. Dopo 12 anni l’azienda ci ha ripensato e riconsegna al proprietario il terreno.

Ma dall’amministrazione non disperano, e contano di veder ripartire una nuova attività in zona. La procedura di rinuncia al pagamento del diritto di superficie è avviata da qualche mese (dallo scorso marzo) e nei giorni successivi al Ferragosto gli uffici dell’ente hanno approvato e pubblicato un ulteriore bando alla ricerca di una nuova azienda che abbia l’intenzione di prendere il posto della Pratika in quei 2mila metri quadrati.

I tempi non sono certo propizi per operazioni del genere (la perdita di un’industria e la ricerca di un'altra), ma al municipio provare non costa nulla. Il costo a carico dell'acquirente tocca i 56,81 euro al metro quadro (quasi 114mila euro per 2mila metri) a cui si aggiunge una cifra che sfiora i 50mila euro per alcune opere già realizzate sul lotto. Il prezzo comprende il valore del terreno, gli oneri di urbanizzazione e le spese tecniche. Potranno presentare un’offerta in busta chiusa enti pubblici e partecipati, imprese industriali e artigianali.

Sono escluse dalla gara le attività che lavorano nei settori immobiliare e commerciale. La richiesta per l’area dovrà arrivare all'ufficio protocollo entro le ore 13 del prossimo 20 settembre.

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