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Manifesti a Pittini per dire no al centro per attività sociali

Manifesti a Pittini per dire no al centro per attività sociali

La protesta riguarda l’utilizzo della palazzina di via Siena Il sindaco: «Notizie false e polemiche vergognose»

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BUGGIANO. I volantini sono subito spariti ma c’è chi giura su una loro nuova apparizione già da martedì. Questa volta il formato sarà più grande rispetto al foglio bianco in A3 comparso qualche giorno fa nella frazione di Pittini, tra il bar che si affaccia sulla rotonda e via Siena. La piccola stradina dove circa due anni fa è stata confiscata alla criminalità organizzata una villetta a schiera con quattro camere affidata ora alle cure del Comune.

Ed è proprio questa la causa di quei piccoli manifesti che, senza giri di parole, se la prendono con il sindaco Daniele Bettarini reo, per gli autori di affissioni, di voler utilizzare l’abitazione come alloggio per ex detenuti ed ex tossicodipendenti usciti dalle comunità di recupero. Eventualità da scartare per i residenti, preoccupati per il futuro ordine pubblico della zona e per la perdita di valore dei propri immobili.

«Già simili discorsi sono segno di una mentalità chiusa che mi fa purtroppo vergognare dei miei concittadini –dice il sindaco – comunque non hanno un minimo fondo di verità. Io lo scorso 25 luglio, durante una visita in via Siena, ho già spiegato a queste persone che nella villetta verranno ad abitare quattro giovani dai 18 ai 21 anni che, in età minorile, sono stati sottratti alle famiglie e affidati all’Asl, che tra l’altro in via Falciano ha un centro (la Locomotiva ndr) già aperto per questi scopi».

Il progetto messo in piedi dall’amministrazione si chiama “Diamoci le ali”, partirà a settembre e avrà una durata sperimentale di massimo un anno: l’obiettivo è aiutare ragazzi poco più che maggiorenni a inserirsi nella vita di tutti i giorni, a trovare un lavoro, ad assumersi responsabilità e a trovare una relativa indipendenza economica. Giovani che hanno una famiglia biologica a cui da tempo è stata tolta la patria podestà sul figlio.

«Sono questi ragazzi i veri maltrattati della storia – riprende Bettarini – se non gli diamo una mano hanno più di una possibilità di finire in strade sbagliate, come droga o delinquenza. Ma non sono ora in simili situazioni: è semmai la famiglia di provenienza ad aver avuto problemi del genere. Non certo loro».

Ma quello che fa tuonare il primo cittadino è l'approccio dei residenti sulla questione: «Se mi giudicano sul merito, cioè sul progetto che stiamo realizzando a me sta bene, troveremo delle soluzioni. Ma non possono stampare volantini con notizie false che mi sembrava di aver già chiarito. Questa è disinformazione non in buona fede». Per risolvere il braccio di ferro è in programma il 31 agosto una riunione alle scuole di Pittini: per ascoltare ed esprimere opinioni. (l.s.)

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