«Raccogliamo fondi per sostenere le cure anti-mesotelioma»
L’impegno della famiglia che ha perso tre cari per l’amianto «Azione legale contro i responsabili di questo scempio»
MONTECATINI. «Vogliamo devolvere i fondi che stiamo già raccogliendo a favore dell’associazione che sta cercando di mettere appunto una cura per il mesotelioma pleurico».
Non si fermano alla battaglia legale i familiari di Anna Maria Di Grazia, la commerciante di Pescia, da anni residente a Montecatini, deceduta a 77 anni venerdì scorso per la stessa malattia che nel tempo si era già accanita sul marito e il cognato. Tutti e due avevano lavorato nei capannoni della Breda di Pistoia alle dipendenze di ditte dell’indotto.
«Anna Maria è morta per un mesotelioma pleurico, contratto lavando le tute da lavoro del marito Lelio Giachini deceduto nel 1981 sempre per mesotelioma pleurico, malattia contratta coibentando treni della Breda di Pistoia – afferma Gordiano Pasquali, genero della signora deceduta -. Mia suocera fatto nell'ultimo anno e mezzo qualsiasi tipo di cura possibile ma questa malattia non perdona nessuno. La famiglia di mia moglie Lucia Giachini, se si considera che anche lo zio, fratello di Lelio, Veniero Giachini è morto dopo aver contratto la stessa malattia lavorando col fratello, è stata completamente decimata».
La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo affidando l’incarico al medico legale Brunero Begliomini per stabilire come la donna possa aver contratto il mesotelioma che l’ha uccisa. La famiglia, rappresentata da un altro medico legale, Giuliano Piliero, è convinta che l’aver respirato per anni le fibre di amianto portate in casa dal marito attraverso gli indumenti da lavoro, sia la causa principale del tumore killer. «Oltre ai fondi – conclude Pasquali – è anche nostra intenzione intraprendere attraverso tutti i mezzi possibili una azione nei confronti dei responsabili di questo scempio iniziato più di 30 anni fa ma che ancora non ha terminato di seminare morte dal momento che altri casi ci sono a Pistoia e probabilmente ci saranno. Il povero Lelio Giachini è stato uno dei primi di un lungo e tristissimo elenco». I lavoratori che hanno avuto a che fare con l’amianto e i loro familiari incrociano le dita, ma tutti sanno che quella lista è provvisoria.
Pietro Barghigiani
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