Il presidio
Agrario, un polo provinciale con l’unità di Pescia e Pistoia
PESCIA. Un unico polo provinciale che aggreghi i due istituti agrari del territorio e che consenta quindi alle due scuole di tornare ad avere un dirigente scolastico: è questo il parere scaturito lo...
PESCIA. Un unico polo provinciale che aggreghi i due istituti agrari del territorio e che consenta quindi alle due scuole di tornare ad avere un dirigente scolastico: è questo il parere scaturito lo scorso 15 giugno dalla conferenza zonale dell'istruzione della Valdinievole che ha recepito una proposta dell'assessore provinciale, Paolo Magnanensi, per trovare una soluzione a una mancanza subita dai due istituti in seguito ad alcuni cambiamenti legislativi.
«Fino al 2011 – spiega Pier Luigi Galligani, presidente della conferenza – il limite minimo di studenti previsto dalla normativa per considerare un istituto superiore autonomo e quindi per avere un dirigente era di 500 ragazzi, con una deroga che abbassava il limite a 300 per scuole dotate di alcune peculiarità. I due istituti in questione hanno beneficiato di tale deroga fino a luglio del 2011 quando la legge Tremonti ha stabilito che gli istituti in deroga non avessero più diritto ad un dirigente, ma soltanto ad un reggente. Così ad esempio a Pescia Siriana Becattini, che è dirigente dell'istituto Marchi e del Forti, ha la reggenze dell'agrario. Da novembre 2011 la legge ha nuovamente variato i parametri e adesso ci vuole un minimo di 600 studenti per avere un dirigente, mentre è prevista la soglia dei 400 per una reggenza».
Numeri che non ci sono né a Pescia, con 380 studenti previsti per il prossimo anno, né a Pistoia, che ne preventiva 346. Ed è per ovviare a tale problema che arriva la proposta di un unico polo provinciale, che unificherebbe le due scuole.
I due istituti materialmente rimarrebbero nei rispettivi luoghi, così come anche non sono previsti trasferimenti del personale, ma riacquisterebbero l'autonomia (non rischiando di andare a finire sotto l'egida di istituti completamente differenti) e avrebbero un unico preside e un dirigente dei servizi. Il che nella pratica si trasforma in una migliore programmazione e in una maggiore continuità nel percorso.
«Il fatto poi – commenta la stessa Becattini – che le due scuole si occupino della stessa materia rappresenta un'importante opportunità di scambio e integrazione delle risorse».
La proposta dovrebbe passare a breve al vaglio della Provincia e poi a quello della Regione. Se ciò accadrà in tempi brevi già da settembre i due istituti potrebbero andar a costituire una sola realtà e tornare finalmente ad avere un preside. (f.m.)
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