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Favori alle squillo, il poliziotto ottiene i domiciliari
MONTECATINI. Torna a casa il poliziotto arrestato il 15 maggio con l’accusa di violazione aggravata del segreto d’ufficio e favoreggiamento della prostituzione. Il Tribunale del Riesame di Firenze ha...
MONTECATINI. Torna a casa il poliziotto arrestato il 15 maggio con l’accusa di violazione aggravata del segreto d’ufficio e favoreggiamento della prostituzione.
Il Tribunale del Riesame di Firenze ha revocato la misura della custodia cautelare in carcere disposta dal gip Roberto Tredici su richiesta del sostituto procuratore Claudio Curreli dopo le indagini svolte dal dirigente del commissariato, Corrado Mattana (a destra nella foto con il questore Maurizio Manzo).
L’agente, 38 anni, residente a Monsummano, è difeso dall’avvocato Giuseppe Castelli che nel suo ricorso ha sottolineato l’assenza di vantaggi patrimoniali anche nell’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura.
Al poliziotto contestano di aver avvertito diverse prostitute con cui era in rapporti anticipando i periodici controlli su strada e negli appartamenti da parte del commissariato. Secondo i risultati dell’indagine, l’agente, arrivato in città nel 2008 e nel tempo passato dalle volanti alla centrale operativa, come merce di scambio per le notizie che mettevano al riparo le lucciole dagli accertamenti otteneva rapporti sessuali.
Lo hanno pedinato e intercettato dopo che all’orecchio del dirigente erano arrivate voci di un comportamento un po’ troppo disinvolto e coinvolto con il mondo della prostituzione. Il 38enne aveva intestato a un clandestino il cellulare con cui comunicava con le signorine, romene e dell’Est Europa, e alle quali riferiva in anticipo orari e giorni dei pattuglioni anti-prostituzione. Per la difesa quei rapporti venivano coltivati come fonti confidenziali e non ci sarebbero state contropartite sessuali per le soffiate che vanificavano il lavoro dei colleghi.(p.b.)
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