Ex caserma dei vigili messa in vendita a 750mila euro
MONTECATINI. Chi vuole acquistare l’ex caserma dei vigili del fuoco deve staccare un assegno di 750mila euro. Non solo. Il nuovo padrone di casa dovrà anche farsi carico dei lavori di...
MONTECATINI. Chi vuole acquistare l’ex caserma dei vigili del fuoco deve staccare un assegno di 750mila euro. Non solo. Il nuovo padrone di casa dovrà anche farsi carico dei lavori di ristrutturazione del complesso destinato a ospitare la futura sede del commissariato. Quella che viene data come certezza nell’operazione immobiliare è che l’inquilino sarà il ministero dell’Interno pronto a versare un canone annuo di affitto di 99mila euro.
Oltre a stimare il bene la Provincia fissa anche al 5 giugno il termine entro cui i potenziali acquirenti dovranno presentare una manifestazione di interesse. Nella lettera non ci dovrà essere alcun riferimento economico, ma solo la dichiarazione, non vincolante, di voler comprare l’immobile. Sarà poi la Provincia nell’ambito del mandato esplorativo formalizzato con l’avviso di questi giorni a contattare gli interessati e a chiedere loro un impegno scritto, quello sì vincolante, per diventare proprietari dell’ex caserma.
Secondo gli accordi tra Comune e Provincia, l’amministrazione del sindaco Giuseppe Bellandi cambierà la destinazione d'uso all'ex caserma dei vigili, imponendo un utilizzo di servizio pubblico. Chi comprerà il fondo dovrà ristrutturarlo e poi affittarlo al Demanio dello Stato (a un canone tra l'altro già stabilito di 99mila euro l'anno).
Dopo la variante urbanistica, l'Agenzia del Demanio, per conto del ministero dell'Interno, dovrebbe prendere in affitto il complesso ristrutturato. Sull’operazione aleggia, però, il caso della questura di Pistoia per la quale il ministero ha comunicato un contrordine che ha lasciato di sasso operatori di polizia, istituzioni e soprattutto la Cmsa, la ditta costruttrice che alla fine si sarà impegnata per circa 22 milioni di euro. Nella girandola dei tagli alle spese è finita anche la questura, nella cui sede avrebbero trovato posto anche prefettura e polizia stradale, il cui canone di locazione sarebbe stato di 1,2 milioni di euro all’anno.
La situazione è ancora fluida e le diplomazie locali stanno facendo pressing su Roma per bloccare la sforbiciata che rischia da un lato di privare questura e prefettura di una sede moderna e dall’alto di lasciare incompiuto o difficilmente ricollocabile un edificio nato per la destinazione che ora sembra sfumare.(p.b.)
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