Pescia, evasione Irpef dilagante incassato un terzo dell’accertato
Su 1,1 milioni l’introito 2011 è stato di 313mila euro. All’appello manca anche un 20 per cento di Ici Capitolo multe: elevate sanzioni al codice per 817mila euro, ma ne sono stati pagati solo 309mila
PESCIA. È il tributo più evaso e, di diritto, guadagna il titolo di balzello più antipatico.
A Pescia il mancato incasso dell’addizionale Irpef raggiunge un livello record: nel 2011 è stato accertato un introito di 1.098.000 euro, ma in cassa ne sono entrati solo 313.700.
Uno scostamento di proporzioni abissali che, insieme ad altre entrate certe sulla carta e smentite nei fatti, zavorra un bilancio claudicante e da tempo sotto osservazione.
Anche se con percentuali meno dilaganti, nell’elenco degli incassi previsti e non del tutto disponibili ci sono pure Tarsu, Ici, multe, Cosap e pubblicità.
Vediamo qual è la situazione per ciascun tributo.
Ici. «L'andamento del gettito nel corso dell'anno è risultato costante rispetto a quello degli anni precedenti» si legge in uno degli allegati al rendiconto 2011 approvato in consiglio comunale. La previsione definitiva nel bilancio 2011 era di 2.511.741 euro ed è stata accertata per 2.543.899 euro. Il riscosso al 31 dicembre è stato, però, di 2.133.105 euro, con un 19 per cento in meno.
Addizionale sull’energia. L'addizionale sul consumo di energia elettrica si applica ad ogni Kwh di consumo di energia elettrica.
Le riscossioni sono state effettuate direttamente dall'Enel o dagli altri "grossisti distributori" che, nei modi e termini di legge, hanno provveduto a trasferire l'imposta al Comune.
«Pertanto gli scostamenti rilevati appaiono del tutto fisiologici» precisano in Comune. La previsione definitiva nel bilancio 2011 era di 241.324 di euro, è stata accertata per 245.324 di euro e riscossa per 230.121 di euro per un meno 6,5 per cento.
Pubblicità e affissioni. Previsione di 168mila euro, accertamento per 137mila euro e incasso di 99mila euro. Siamo a meno 38 per cento.
Tarsu. Il Comune aveva stimato per il 2011 un introito di 4.084.000 euro. L’accertamento è stato di 4.066.905 euro, ma all’appello sono stati incassati solo 2.892.069 euro. In questo caso la quota di evasione è del 40 per cento.
Multe. Dal fronte delle multe erano stati iscritti a bilancio 750mila euro.
Alla fine del 2011 le sanzioni al codice della strada sono salite a 817mila euro. Le contravvenzioni pagate e contabilizzate al 31 dicembre 2011 sono state pari a 309mila euro. Tradotto: meno 164 per cento sulla stima iniziale.
Cosap. Il canone occupazione spazi ed aree pubbliche avrebbe dovuto portare in cassa 185mila euro. Gli accertamenti sono arrivati a individuare entrate per 141mila euro che alla fine si sono tradotte in un riscosso di 112mila euro dando vita a una morosità del 26 per cento.
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