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Montecatini

Botte alle “dipendenti” che nascondevano 10 euro

Botte alle “dipendenti” che nascondevano 10 euro

In carcere banda di cinque albanesi che controllavano il mercato del sesso Blitz della Mobile nel fine settimana al culmine di un’indagine iniziata a febbraio

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MONTECATINI. Nel corso delle indagini, durate mesi, gli uomini della Squadra mobile sono stati costretti ad assistere in “diretta” anche ad episodi di feroce violenza. Come quando, colpevole di aver cercato di nascondere al suo protettore 10 dei 30 euro appena incassati da un cliente, una delle giovani prostitute è stata selvaggiamente picchiata: le sue urla disperate sono arrivate chiaramente ai poliziotti attraverso il microfono spia nascosto nell'auto del malvivente. Ma anche questo è servito a costruire il mosaico di prove che, venerdì mattina, a Montecatini, ha fatto scattare le manette ai polsi di 5 albanesi, accusati di agevolazione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione su strada in danno di alcune ragazze di etnia albanese e romena.

I provvedimenti di fermo (quattro, più un arresto in flagranza) sono stati emessi dal sostituto procuratore Claudio Curreli in considerazione del fatto che alcuni degli indagati stavano per lasciare il territorio italiano.L'operazione, denominata Nanì (dal titolo dell'omonima canzone di Lucio Dalla che parla di una giovane lucciola) è stata invece coordinata dal pm Luigi Boccia e diretta dal capo della Squadra mobile, Antonio Fusco. Impegnati nel blitz di venerdì oltre 20 poliziotti, che hanno eseguito anche tre perquisizioni domiciliari.

Ieri mattina, fermi e arresto sono stati convalidati dal gip del tribunale, che li ha “convertiti” in ordinanze di custodia cautelare in carcere. A dover aspettare il processo dietro le sbarre della casa circondariale di Pistoia sono: Armando Gjura, 24 anni; Hektor Sharka, 20; Auxhelo Demiraj, 24; Fation Zenuni, 21; Arist Qerini, 27.

Le indagini hanno avuto inizio alla fine di febbraio nell'ambito dei servizi di contrasto al fenomeno della prostituzione in strada organizzati dalla polizia in Valdinievole. Dopo aver raccolto la denuncia di una giovane prostituta sfruttata, sono scattati appostamenti, pedinamenti e intercettazioni ambientali e telefoniche. «Per fortuna – ha spiegato il capo della Mobile, Antonio Fusco – ogni tanto qualcuna di queste ragazze trova il coraggio di parlare, per uscire dalla disperata situazione in cui si è venuta a trovare».

È così che sono stati individuati i cinque albanesi: due lavoravano insieme, altri tre per conto proprio, ciascuno con una propria protetta, ma comunque tutti collaboravano tra di loro nel controllare le giovani straniere, che adescavano i clienti in strada accompagnandoli successivamente nelle case dove abitavano. I luoghi in cui le portavano al lavoro erano soprattutto la zona Esselunga, alla rotonda d'ingresso di Montecatini, ma anche via Foscolo, via Gentile e, a Pieve, via Mezzomiglio. Per una delle ragazze la prostituzione iniziava fin dalle prime ore del pomeriggio ad Altopascio (zona, di giorno, più redditizia), per proseguire fino a notte inoltrata a Montecatini.

Le indagini hanno accertato che le giovani si trovavano sottomesse psicologicamente e fisicamente ai propri protettori i quali le sorvegliavano continuamente durante il lavoro. Come detto, a volte alcuni di loro intervenivano con violenza sia nei confronti di persone che le molestavano, sia verso le stesse donne che tentavano di mettere da parte piccole somme di denaro.

Nel corso dell'operazione di venerdì scorso, sono stati identificati, nelle case in cui si trovavavo i 5 arrestati altri 6 stranieri, 3 uomini e 3 donne, messi a disposizione dell'Ufficio immigrazione della questura. Anche le prostitute, due di nazionalità albanese e due romene, sono state accompagnate in questura per le procedure di espulsione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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