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Chiusi i conti 2011 Spiragli di luce in fondo al tunnel

di Francesca Maltagliati
Chiusi i conti 2011 Spiragli di luce in fondo al tunnel

Le entrate superano le uscite ma il passato pesa Resta ancora alto (560mila euro) il debito fuori bilancio

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PESCIA. Chiude in negativo anche il bilancio 2011, ma stavolta i segnali positivi ci sono.

L’amministrazione ha cominciato a ripianare il buco del 2010, sono stati stralciati crediti oramai inesigibili, mentre il rapporto fra entrate correnti e spese correnti è tornato a essere positivo. È stato approvato dal consiglio comunale il consuntivo 2011, che si è chiuso con un meno 192mila euro. Tutta un’altra storia rispetto al consuntivo precedente, che invece aveva visto 1.600.000 euro di disavanzo. Certo, restano tante criticità, ma segnali positivi ci sono.

«Nel 2011 – spiega l’assessore al bilancio Oria Mechelli – ci sono stati accertamenti di entrata per 26.098.000 euro e spese per 25.667.000 euro, per cui chiudiamo con un risultato positivo. Abbiamo però fatto delle scelte: abbiamo stralciato residui attivi vetusti e dubbi, e quindi ormai inesigibili, e abbiamo cominciato a ripianare il buco del 2010 per 283mila euro. Queste due operazioni hanno portato a chiudere il bilancio con segno meno. Ci siamo trovati di fronte a bilanci precedenti che si sostenevano proprio sui residui attivi, crediti fittizi. Per evitare che in futuro ciò si ripeta costituiremo un fondo svalutazione crediti. Altra nota positiva: abbiamo cominciato a pagare i fornitori».

Insomma, ci sono vari aspetti positivi, anche se non mancano criticità, fra cui l’anticipazione di cassa (necessaria per la maggioranza, evitabile in parte per l’opposizione), i debiti fuori bilancio (circa 560mila euro) e la necessità di ripianare il disavanzo del 2010, che punta su alienazioni che finora non si sono verificate.

La paura espressa dal capogruppo del Pd Roi Giorgi è quella di «un’imobilizzazione» provocata dalla rigidità dei conti: «Così si rischia di mettere un freno alla capacità di crescita della città». Punta invece il dito sui residui attivi del 2011 Marco Ardis: «In realtà, per quanto critichiate le gestioni precedenti state facendo gli stessi errori. Avete impegnato nella spesa soldi che poi non avete incassato». Ci sono infatti per il 2011 residui Tarsu per 1.792.000 euro, oltre 500mila euro di oneri di urbanizzazione da incassare e 1.300.000 euro di multe messe in bilancio, che ancora non sono in cassa.

Altro punto saliente all'ordine del giorno del consigliol'individuazione della nuova forma di gestione per il Comicent. Si tratta di un’azienda speciale, forma prevista dal Testo Unico degli Enti Locali. La decisione è stata votata a maggioranza, anche se critiche e dubbi vengono sollevati dall’opposizione. «Ci troviamo di fronte – ha detto Antonio Abenante – all’esigenza di garantire la continuità di un servizio e, forse, la decisione di oggi è inevitabile. Quello che però manca è una riflessione più ampia sul futuro del florovivaismo. Siamo proprio sicuri che alla moderna floricoltura serva davvero una struttura come quella del Comicent? Senza un disegno più alto il rischio che si prende il Comune è molto elevato».

Insomma il dubbio è chiaro e assale molti: se anche il progetto di valorizzazione multifunzionale del Comicent riuscisse nel suo intento di rendere autosufficiente la struttura, questo basterà a rilanciare un settore in crisi?

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