Italia
Una unità di crisi per salvaguardare l’occupazione
MONTECATINI. Sarà attivata subito dopo Pasqua un'unità di crisi per gestire gli effetti in termini occupazionali del disimpegno della Trenno nei confronti del Sesana. E verranno fatti tentativi per...
MONTECATINI. Sarà attivata subito dopo Pasqua un'unità di crisi per gestire gli effetti in termini occupazionali del disimpegno della Trenno nei confronti del Sesana. E verranno fatti tentativi per ottenere alcune corse in più in questa stagione e per capire se per l'ippodromo ci possa essere l'interessamento di una cordata alternativa alla Trenno (o magari anche una cooperativa creata dagli stessi diciannove dipendenti per la gestione dell'impianto).
È quanto è emerso ieri mattina durante un incontro tra il sindaco Giuseppe Bellandi, l'assessore provinciale allo sviluppo economico, Paolo Magnanensi, e l'assessore regionale alle attività produttive, Gianni Salvadori. «Cercheremo di fare di tutto – spiega Bellandi – per tutelare i posti di lavoro e l'unità di crisi servirà per affrontare questo aspetto quando se ne presenterà l'occasione». E sull'idea di un interesse immobiliare dopo l'eventuale fine dell'ippica, il sindaco è riluttante. «In questi tempi di crisi non so chi possa avere interesse a fare operazioni immobiliari – afferma –. Prima di tornare a livelli di profitto nell'edilizia chissà quanti anni dovranno passare».
«Nell'incontro con l'assessore Salvadori – dice Magnanensi – abbiamo cercato di portare a una dimensione regionale il problema dell'ippica. La strategia che abbiamo deciso di seguire nell'immediato è quella di verificare se è possibile avere fin da quest'anno alcune corse in più a Montecatini: si tratterebbe di una boccata d'ossigeno e su questo punto non ho dubbi che il sindaco farà tutto il possibile. Convocheremo poi, appena passata Pasqua, un'unità di crisi alla quale parteciperanno Provincia, Comune, azienda, sindacati e altri eventuali soggetti coinvolti quali per esempio le associazioni del settore». L'assessore Magnanensi, avendo già gestito decine di crisi negli ultimi tempi, ha ben in mente la strada da seguire. «Cercheremo di verificare l'eventuale presenza di cordate di imprenditori alternative, se la Trenno non se la sente più di portare avanti l'attività. Parallelamente vedremo se è anche possibile la creazione di una cooperativa da parte dei dipendenti per la gestione dell'impianto».
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