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Montecatini

«Gli animali del circo furono maltrattati»

«Gli animali del circo furono maltrattati»

Il maltrattamento degli animali può essere causato anche dall’addestramento nei circhi. A stabilirlo è stata la terza sezione penale della Corte di Cassazione, per la quale tutti gli...

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MONTECATINI. Il maltrattamento degli animali può essere causato anche dall’addestramento nei circhi. A stabilirlo è stata la terza sezione penale della Corte di Cassazione, per la quale tutti gli animali possono essere vittime del delitto di maltrattamento al di là del fatto che siano o meno oggetto di un’attività speciale come la caccia, la sperimentazione o i circhi.

Lo rende noto la Lega Antivivisezione (Lav) riferendo della sentenza depositata lunedì scorso dalla Cassazione in materia di maltrattamento applicato alle attività circensi.

La vicenda aveva preso avvio a Montecatini nel maggio del 2009 con un controllo da parte della guardia forestale e della Asl nei confronti dei gestori del circo “Victor” (altrimenti detto “Lo spettacolo delle meraviglie”), in quei giorni montato nel piazzale del Palaterme. Alla fine era stato deciso di trasferire oltre settanta animali in strutture ritenute più idonee. Alla base della protesta degli animalisti, e della decisione presa al termine dei controlli, vi erano le condizioni igienico-sanitarie degli animali del circo, la loro alimentazione, il sistema di trasporto sul palco, le piattaforme alzate e abbassate per le esigenze dello spettacolo e le condizioni delle vasche che contenevano gli animali marini giganti.

«La sentenza nasce dal ricorso in Cassazione della Procura di Pistoia, che si opponeva all’assoluzione in primo grado del titolare della struttura circense citato a giudizio per maltrattamento animali su denuncia della Lav», spiega l'avvocato Carla Campanaro dell'ufficio legale dell'associazione animalista.

La Cassazione, commenta il presidente della Lav Gianluca Felicetti, «ha confermato ciò che sosteniamo fin dall’approvazione della legge 189 del 2004, e cioè che il delitto di maltrattamento è pienamente applicabile ogni qualvolta siano attuate condotte di deliberata noncuranza ai bisogni etologici di ciascuna specie detenuta, anche in fase di addestramento oltre che di detenzione e trasporto».

La Corte, prosegue l’associazione, ha inoltre rilevato che i servizi veterinari pubblici, «in presenza di fatti costituenti reato ovvero maltrattamento, hanno l'obbligo di denuncia».

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