Il Tirreno

Montecatini

Monastero di Santa Maria aperto grazie al Fai

di David Meccoli
Monastero di Santa Maria aperto grazie al Fai

L’edificio di Montecatini Alto attualmente ospita cinque suore benedettine Visite guidate domani nell’ambito delle iniziative per la Giornata di Primavera

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MONTECATINI. Torna la Giornata di Primavera e, dopo la "prima" ben riuscita dello scorso anno (quando lunghe file di visitatori si formarono davanti al Tettuccio, all'Excelsior e al palazzo comunale), la manifestazione organizzata dal Fai (Fondo Ambiente Italiano) si riaffaccia nel nostro territorio. Domani, dalle 10,30 alle 17 (con visite programmate ogni 30 minuti), sarà possibile entrare all'interno del Monastero di Santa Maria a Ripa di Montecatini Alto, costruito nel 1522 e più volte rimaneggiato.

La ventesima Giornata di Primavera vedrà l'apertura straordinaria di 670 beni italiani, distribuiti in 256 località e 20 regioni. Il Monastero ha vissuto molte distruzioni e abbandoni, fino al definitivo ritorno delle monache benedettine (provenienti da Buggiano) avvenuto nel 1881. Al suo interno si potranno ammirare oggetti suggestivi e curiosi del suo passato (è stato anche una scuola femminile e una fabbrica di tessuti), come libri antichi, dipinti, paramenti sacri, ricami. Sebbene l'opera più importante sia una tavola della scuola di Giotto raffigurante una madonna col bambino.

La visita sarà quindi una vera e propria immersione nella giornata tipica di una monaca di clausura e comprenderà anche i locali come un tempo erano vissuti dalle monache. Si potrà, accompagnati da storici dell'arte, ammirare il refettorio, il chiostro, le cellette e la chiesa, oltre ai mirabili prodotti del lavoro delle monache secondo il percorso dettato dalla regola di San Benedetto “ora et labora”.

«Questo evento – dice Demetrio Cutrupi, dell'ufficio tecnico del Fai – è stato reso possibile solo grazie all'intervento del Comune e della Pro loco. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di valorizzare i monumenti italiani, restaurarli e aprirli al pubblico. Vogliamo attirare l'attenzione verso il bello che ci circonda e che spesso neanche ce ne accorgiamo. In questo caso gli ambienti del Monastero, chiusi alle visite fin dal 1998 (al termine della manifestazione “I luoghi della fede”), sono stati allestiti ricreando una sorta di salto nel passato».

«Noi – dice la presidente della Pro Loco Montecatini Alto, Paola Galassi – cerchiamo di aver cura del nostro borgo tutto l'anno. E questa occasione di collaborazione con il Fai è motivo di orgoglio. La tutela del monastero è fondamentale: attualmente, infatti, vi vivono solo cinque suore e il futuro della struttura è incerto».

Il concetto è ribadito da Bruno Ialuna: «Il Monastero – dice l'assessore – è un importante luogo della memoria di Montecatini. Un edificio che fa parte della nostra storia e che deve essere difeso da mire speculative». In che modo? «Il Comune potrebbe chiedere il vincolo alla Soprintendenza…», suggerisce Cutrupi.

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