Meteo
Dirigente uccisa in Comune pagato indennizzo al figlio
MONTECATINI. Fu uccisa nel suo ufficio da un dipendente che l’accusava di essere l’origine dei suoi guai sul posto di lavoro. Non era vero, ma nella mente di Silvano Condotti, omicida-suicida, la...
MONTECATINI. Fu uccisa nel suo ufficio da un dipendente che l’accusava di essere l’origine dei suoi guai sul posto di lavoro. Non era vero, ma nella mente di Silvano Condotti, omicida-suicida, la sentenza era già scritta: con un colpo di pistola in fronte l’ex autista di scuolabus freddò Giovanna Piattelli, dirigente del settore Scuola.
Era il pomeriggio del 21 gennaio 2010. A distanza di oltre due anni è stata riconosciuta la causa di servizio per il decesso della dirigente a cui è stato intitolato l’asilo comunale. L’amministrazione ha liquidato al figlio della donna quello che in gergo tecnico viene definito l’equo indennizzo.
«È una procedura che parte d’ufficio – afferma l’assessore al Personale, Fabio Tosi – una commissione provinciale stabilisce l’importo sulla base di vari parametri, e poi un’altra commissione (stavolta nazionale, a Roma) definisce l’istruttoria della pratica. In questo caso c’erano tutte le condizioni per riconoscere la causa di servizio per la morte di Giovanna Piattelli».(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google