Oltre 14 milioni per far ripartire i lavori al cantiere
Il consigliere del Pdl Eugenio Pancioli illustra il suo piano L’obiettivo è convincere il pool di banche a dare il via libera
MONTECATINI
«Se i lavori non ripartono, e di conseguenza non completiamo l’opera, andrà a finire che le Terme venderanno ad uno ad uno tutti gli immobili. E quando non ci sarà più nulla da vendere, allora finirà tutto in mano al pool di banche guidate dalla Bnl. Ma se la situazione non si sblocca, allora facciamoli noi questi lavori». Chi parla è il consigliere comunale del Pdl, e noto albergatore, Eugenio Pancioli. Il soggetto di tanto infervorarsi è, ovviamente, il cantiere alle Leopoldine. Che è fermo da 11 mesi, con uno stop forzato che rischia di mandare definitivamente a gambe all’aria l’economia cittadina. «Tra poche settimane riapriamo gli alberghi - sottolinea Pancioli - ma con quali prospettive? Il sindaco Bellandi in due riprese informò i consiglieri comunali, durante audizioni nella commissione aziende partecipate, che la Regione era disponibile a mettere 6 milioni in due anni (metà nel 2012 e l’altra metà nel 2013). Allora io proposi: facciamoceli dare subito tutti, poi noi restituiremo la nostra parte in tre rate».
Il piano di Pancioli è in parte già noto, ma il ragionamento si arricchisce di particolari. «In consiglio comunale abbiamo votato all’unanimità la proposta di vincolare la tassa di soggiorno dei primi tre anni per finanziare i lavori delle Leopoldine: 1,5 milioni all’anno. Se la Regione mette sul piatto ora i 6 milioni promessi, più ci anticipa i 4,5 che restituiremo come Comune in tre anni, arriviamo a 10,5 milioni. Ancora: il sindaco ha detto pubblicamente si essere rimasto deluso dalla città che non ha aderito massicciamente all’adesione per i bond termali. Personalmente credo che se si dice chiaramente che vincoliamo anche questi fondi ai lavori, le categorie saranno convinte ad aderire. Si tratta di sottoscrivere circa 2,4 milioni (un po’ di meno, ma non si sa ancora bene quanto, se si considera la sottoscrizione dell’ex amministratore termale Giovanni Fiori, ndr): con una rateizzazione, anche in questo caso, in tre anni, penso che l’obiettivo possa essere raggiunto. Infine, mettiamo nel conto anche la vendita dell’ex Lavanderie, che la Cmsa acquisterà a 1,7 milioni. Sommate tutte queste risorse, e a patto che vengano destinate all’obiettivo Leopoldine, si arriva a 14,6 milioni. Non bastano per convincere a sbloccare i lavori? Ma allora cosa c’è sotto che non sappiamo?».
Pancioli ritira fuori anche il suo discorso di insediamento all’inizio della legislatura, in cui faceva i complimenti al sindaco Bellandi per l’elezione, ma soprattutto per una sua affermazione: “C’è bisogno di riappropriarsi di uno stile e di una identità termale che la città ha conosciuto e dimenticato”. «Bene - ribadisce il consigliere del Pdl - io sottoscrissi queste parole. Ma poi, nel marzo 2010, mi ritrovai a pronunciare un discorso sconfortato per la situazione delle presenze in costante calo. Ecco, ora siamo arrivati davvero alla resa dei conti».
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