I vinili colorati esposti al festival
Il collezionista Benedetti: «È stata una bellissima esperienza»
MONSUMMANO. «È stata un'esperienza senz’altro positiva, pensa che agli organizzatori di Casa Sanremo è venuta l'idea di allestire un Museo del Disco al centro congressi e mi hanno già contattato da Bolzano per una mostra al castello di Carezzo dal 17 al 24 marzo prossimi». Alessandro Benedetti, di ritorno dal Festival della Canzone Italiana dove ha esposto 100 pezzi della sua collezione di vinili colorati (in tutto ne ha 1.600), si mostra soddisfatto.
O meglio: cautamente soddisfatto. «La Rai, ad esempio, dal PalaFiori dove ero io, che dista circa 200 metri dal Teatro Ariston, non è mai passata. Così come gli ospiti e i cantanti. L’unico che curiosava era Eugenio Finardi. Discorso a parte per l’ospitalità di Sanremo: per noi espositori non c’era nessun parcheggio dedicato e la logistica non è stata delle migliori». Benedetti racconta di aver incontrato i sosia di Belen e di Celentano, di aver raccolto circa 20 pagine di un librone con scritte e commenti entusiasti su i suoi vinili e di aver assaporato un’aria di festa che terminava intorno alle 4 di notte. «Al PalaFiori - dice - iniziavano gli spettacoli dopo la fine della serata in diretta televisiva, intorno all’una. Proseguivano fino alla mattina».
A corredo dell'esposizione dei vinili, in bella vista c'era anche il libro di Benedetti: "Extraordinary Records", una "bibbia" per i dischi colorati, edito da Taschen e che raccoglie informazioni e immagini dei suoi tesori di una vita.
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