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Montecatini

Soldi per Miss Italia senza valutare i benefici

Soldi per Miss Italia senza valutare i benefici

Anche Cna si unisce a Confartigianato nella critica alla Camera di commercio: «È lo stesso procedimento adottato per finanziare Confindustria»

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MONTECATINI. «Aderisco volentieri, sia come consigliere della Camera di commercio, sia come direttore della Cna di Pistoia, alla richiesta di Patrizio Zini, direttore di Confartigianato, di aprire un serio confronto sulla decisione di finanziare la seconda edizione di Miss Italia. Anche se, per la verità, il finanziamento di cui parla Zini è già previsto nel bilancio di previsione 2012 dell'ente camerale. Un bilancio che è stato approvato, anche da Confartigianato, senza che vi sia stata alcuna discussione sul punto. E che ha trovato il voto contrario della Cna». Inizia così un intervento di Sergio Giusti, che va in sostanza a rimpolpare la “fronda” anti-Miss Italia di alcune delle categorie aderenti alla Camera di Commercio.

Per il direttore provinciale dell’associazione degli artigiani Cna, inoltre, «la mancata discussione sull'opportunità di organizzare la seconda edizione di Miss Italia non è neppure un caso isolato. Il bilancio di previsione della Cciaa prevede infatti (e anche in questo caso si tratta della seconda volta) il cofinanziamento per l'acquisto di attrezzature per un ammontare di € 490.000 da cedere in comodato gratuito ai CEQ di Confindustria, attraverso l'utilizzo di un finanziamento della Regione. Un bando a cui, a mio parere, tra l’altro la Camera non sarebbe legittimata a partecipare. Interessa invece che, al netto dell'eventuale cofinanziamento, questa operazione costerebbe alla Camera di Commercio poco meno di quanto si sta programmando di spendere per la seconda edizione di Miss Italia. E quindi, complessivamente, circa 500.000 euro».

Insomma, secondo Cna entrambe le iniziative «hanno lo stesso vizio nel metodo: quello di essere riproposte senza che vi sia stato, come dice Zini, alcun serio riscontro sull'esito della prima occasione d'investimento, sia in favore dei CEQ che di Miss Italia. Si rifinanziano e basta. Si tratta di un modo di operare inaccettabile, che sottende a una mancanza di trasparenza insopportabile e tale da lasciare immaginare (come evitarlo?) che vi siano in campo interessi diversi. Certamente queste due vicende, oltre ad una probabile sudditanza verso alcune associazioni di categoria, denotano una completa improvvisazione e mancanza di analisi e di consapevolezza di cosa serve al rilancio dell'economia pistoiese».

Il direttore della Cna in particolare si riferisce alla «totale assenza di correlazione tra strumenti/costi/obiettivi e risultati. La mancanza di programmazione degli interventi e di individuazione delle priorità nell'ambito di una strategia politica di supporto ai diversi settori economici, rende quasi sicuramente inutile l'impiego di una mole di risorse pubbliche superiore a 1.700.000 euro. Una cifra che, se potesse essere rapportata a livello nazionale, equivarrebbe al costo di una piccola Olimpiade... dello spreco».

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