Il Tirreno

Montecatini

«Salvati dal vento» il meteorologo spiega l’assenza della neve

di Luigi Spinosi

La posizione di partenza delle correnti fredde ha evitato scenari drammatici alla Valdinievole

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MONSUMMANO. Salvati dal vento. In estrema sintesi sta qui la spiegazione per la tregua concessa dalla neve a quest’angolo di Toscana che va dalla Versilia al Fiorentino, e in particolare alla Valdinievole, dove la neve ha fatto appena una “comparsata” di poche ore giovedì 9 febbraio.

In effetti, è stato un raro caso, a livello nazionale, di tregua dai fiocchi, attesi da alcuni, temuti da molti altri. Ma perché siamo stati risparmiati? Abbiamo girato la domanda a Ferdinando Matteoni, dipendente del Comune di Monsummano e, anche, un grande appassionato di meteorologia. Una passione che non è semplicemente “hobbistica”, visto che Matteoni cura anche la rubrica meteo del sito del Comune di Monsummano, e che le sue previsioni specifiche per il territorio della Valdinievole anche in questi giorni si sono rivelate precisissime.

Ma, prima di guardare al recente passato, vediamo che cosa ci attende per il prossimo futuro. «È presto per dire che l’inverno è finito – spiega Matteoni – ma in ogni caso, almeno per il breve e medio periodo possiamo dire che il momento critico è passato. Ci sono ancora un paio di giorni di temperature basse, poi il freddo, almeno per i prossimi 10 giorni, dovrebbe concedere una tregua».

Certo, dopo ci rimangono ancora una ventina di giorni di inverno astronomico, e tutto resta possibile. Anche se con l’approssimarsi della primavera il rischio di “colpi di coda siberiani” cala drasticamente. Insomma, per i prossimi giorni possiamo essere cautamente, e nemmeno troppo, ottimisti.

Ma perché, invece, la neve a questa latitudine (verrebbe da dire solo a questa latitudine) non si è fatta vedere? «Grazie alla posizione del minimo», spiega il meteorologo. Traducendo: il punto di partenza dell’ondata di maltempo, il “minimo”, si trovava sul Tirreno centrale. «Da qui le correnti d’aria fredda, che si muovevano in senso antiorario, hanno investito direttamente Roma, quindi hanno proseguito il loro percorso girando e arrivando da noi solo dopo aver passato gli Appennini che, in pratica, hanno fatto da barriera».

Diverso sarebbe stato il discorso se il cosiddetto minimo si fosse trovato 200 chilometri più a nord, sul mar Ligure (come era successo nel 1985): in quel caso l’ondata di maltempo avrebbe investito direttamente proprio la nostra zona.

Ulteriore fattore che ci ha salvato dalla caduta di neve, ma non dal freddo, è stato il vento, che ha mosso masse d’aria estremamente secche («Con un’umidità del 30 - 40%»). Fattore che ha impedito la condensazione e, quindi, l’arrivo della bianca coltre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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