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«Vogliamo la verità sull’eccidio, non i soldi»
Il sindaco Galligani commenta la decisione della Corte dell’Aja sui rimborsi alle vittime dei nazisti
PONTE BUGGIANESE
«Sinceramente l’aspetto economico, in tutta questa vicenda, non l’abbiamo mai preso in considerazione. Non si tratta di monetizzare quel che non è monetizzabile, l’importante è lavorare per ricercare la verità storica e per ristabilire le responsabilità di quell’eccidio»: Pier LuigiGalligani, in doppia veste di presidente del Comitato Martiri del Padule di Fucecchio, e di sindaco di Ponte Buggianese (una delle località più colpite dalla strage del 23 agosto 1944), commenta con un certo distacco la notizia arrivata della decisione della Corte internazionale dell’Aja, che ha di fatto bloccato il pagamento – da parte della Germania – dei rimborsi per le violenze dell’esercito tedesco durante l’occupazione.
Una decisione attesa anche in Valdinievole, alla luce del processo per la strage delPadule di Fucecchio, in cui persero la vita 175 civili, in gran parte donne, anziani e bambini. Il processo, al momento, è arrivato alla sentenza di condanna per tre ex militari tedeschi (gli imputati erano quattro, ma nel frattempo uno è deceduto), ma siamo solo al primo grado di giudizio. In ogni caso i parenti delle vittime, in base a quella decisione dell’Aja, non potranno aspirare a eventuali risarcimenti.
«Da parte nostra – commenta il sindaco Galligani – ci siamo costituiti parte civile, con lo scopo di riaprire le indagini su cosa accadde quell’estate del 1944 e di accertare le responsabilità. Per quanto riguardava i risarcimenti abbiamo lasciato ai singoli parenti delle vittime la decisione se chiederli o meno. A noi interessava e interessa solo la ricerca della verità, che venga ribadita da una sentenza, anche, visto che siamo solo al primo grado, e data l’età degli imputati, difficilmente arriveremo sino al terzo e ultimo grado di giudizio». (l.s.)
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