Il Tirreno

Montecatini

ARIZZI sulle terme

«Solo una collaborazione per l’aumento di capitale»

MONTECATINI «Caro Sandro, nel legittimo esercizio del tuo ruolo istituzionale poni interrogativi sul contenuto e sui risvolti della consulenza che ho prestato (gratuitamente, come penso sia noto) al...

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MONTECATINI

«Caro Sandro, nel legittimo esercizio del tuo ruolo istituzionale poni interrogativi sul contenuto e sui risvolti della consulenza che ho prestato (gratuitamente, come penso sia noto) al Comune di Montecatini. Poiché, al di là delle nostre divergenti opinioni politiche, ho sempre avuto con te rapporti improntati a stima personale, intendo risponderti per primo e al di fuori di mediazioni politiche (che del resto assai poco mi appassionano)».

Usa toni confidenziali l’avvocato Franco Arizzi nella sua lettera di risposta all’interrogazione presentata dal consigliere (indipendente) del Pdl Alessandro Sartoni, chie chiedeva appunto quale era il ruolo specifico del professionista nella vicenda Terme. «Per fugare i tuoi dubbi - prosegue Arizzi - mi limito a trascrivere qui di seguito premessa e conclusione di un mio intervento all'ultimo convegno organizzato da Confesercenti».

La Premessa: «Questo mio intervento non coinvolge neanche indirettamente le opinioni, i programmi e gli orientamenti del sindaco, della giunta e della maggioranza del Comune. L'incarico che la giunta mi aveva affidato era, infatti, del tutto marginale e consisteva in una collaborazione finalizzata al percorso da seguire per la deliberazione consiliare di un aumento di capitale di Terme Spa. Non ho quindi dato altri consigli sulla gestione o sul piano industriale (né, del resto, mi sono stati richiesti) al sindaco e agli amministratori delle Terme, né ho collaborato in alcun modo con i consulenti della società, i quali sono perfettamente in grado di consigliarla senza alcun aiuto».

Arizzi quindi passa alle conclusioni: «Poiché sono convinto che il sonno della ragione spesso generi “gossip”, voglio precisare che questo mio intervento non è dettato da alcun intento “politico”, né ho avuto alcun contatto con imprenditori interessati a entrare nel capitale sociale delle Terme o a definire un'intesa per la prosecuzione dei lavori e la gestione delle Leopoldine. Si tratta solo di un tentativo di stimolare un dibattito che superi l'attuale e collettiva locale afasia propositiva, stimolando nelle forze economiche e sindacali cittadine l'orgoglio di una nuova progettualità. Sarebbe infatti in ogni caso indispensabile convogliare verso un progetto condiviso eventuali mutui, aumenti di capitale o finanziamenti, evitando così di restare inerti nella messianica e acritica attesa che arrivino e procedano verso confusi e incerti destini. È in definitiva un richiamo alla esigenza collettiva di essere soggetti, e non oggetti della politica».

«Quanto al “piano B” – conclude l’avvocato – sarebbe finalizzato anche a scongiurare che si proceda ulteriormente nelle dismissioni del patrimonio immobiliare termale. Viene così smentito quanto ha incautamente tentato di insinuare l'esponente di una locale formazione di destra, con ciò confermando che spesso il compito più arduo per un politico è quello di vedere quello che ha sotto il naso».

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