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Montecatini. Con foto aeree e Gps scoperti oltre 3mila immobili fantasma

Montecatini. Con foto aeree e Gps scoperti oltre 3mila immobili fantasma

Fisco all'attacco. A Monsummano il picco dei manufatti sconosciuti. Le nuove superfici saranno sottoposte a tassazione

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 MONTECATINI. Sono 7.610 nella provincia di Pistoia i fabbricati non dichiarati, cioé quelli riscontrati sul territorio, ma che non compaiono sulla cartografia a disposizione dell'Agenzia del Territorio.  E oltre 3mila di questi immobili fantasma, si trovano in Valdinievole.  L'operazione per portare alla luce del sole i fabbricati non accatastati è stata portata avanti negli anni passati dal Corpo forestale dello Stato attraverso la strumentazione gps e immagini aeree, che sono state poi incrociate con la cartografia del Catasto.  Ora sono partiti gli accertamenti da parte dei tecnici dell'Agenzia del Territorio, che poi provvederanno a inoltrare gli avvisi ai proprietari per invitarli a mettersi in regola al più presto.  Come si ricava dagli elenchi pubblicati sul sito internet dell'Agenzia, l'operazione di aggiornamento dei fabbricati presenti sul territorio a fine 2008.

 Spiccano Monsummano, Pescia e Marliana a livello di particelle non accastate, segno che la campagna offre più opportunità per concludere opere anche non eclatanti, ma di difficile controllo.  Dando una rapida occhiata al resto della provincia, si scopre che il numero dei manufatti fantasma segue in qualche modo la popolazione e le dimensioni del territorio, ma non necessariamente.  Per esempio, Montecatini si ferma a 233 fabbricati, mentre Comuni di dimensioni analoghe come Quarrata, Monsummano e Pescia, ne hanno rispettivamente 626, 531 e 523. In montagna la sola Marliana ha un numero elevato di fabbricati fantasma, 345, mentre nella piana, oltre a Quarrata, spicca Serravalle con 286.  In realtà, la situazione non è così drammatica come sembra a prima vista.  Due volte su tre si tratta di fabbricati nati come rurali - capanne, cascinali, granai - che negli anni sono stati trasformati e spesso sono stati ristrutturati a scopo abitativo senza denuncia del cambio di destinazione d'uso.  

Negli altri casi, invece, le verifiche hanno fatto emergere la mancata dichiarazione al catasto dell'esistenza di un edificio, che può essere un garage o un altro annesso. Pochissime volte, si tratta di intere abitazioni abusive.  «Si tratta di una verifica del catasto sui suoi immobili che non erano stati ancora dichiarati - afferma il dirigente del settore Urbanistica, Mario Damiani -. La valenza dell'operazione è duplice. Da una parte c'è l'aspetto fiscale con la possibilità di includere a tassazione superfici finora sconosciute e dall'altra abbiamo la parte edilizio-urbanistica con i riscontri sulla eventuale regolarità delle opere. Non siamo in presenza di abusi macroscopici. Spesso i proprietari non hanno proceduto all'accatastamento dopo le ristrutturazioni, ma in linea di massima si tratta di piccole cose spesso riferite ad annessi agricoli».

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