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Assegnato l'appalto per l'adeguamento funzionale del depuratore di Veneri
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Il depuratore consortile di Veneri che serve le cartiere di Collodi e Villa Basilica L'impianto al centro delle proteste per i cattivi odori era da tempo inadeguato a servire le cartiere di Collodi e Villa
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PESCIA. Il progetto di finanza c'è e ci sono anche i vincitori della gara. Già da un paio d'anni. A svelare il mistero sul futuro del depuratore di Veneri c'ha pensato il sindaco di Villa Basilica, Giordano Ballini, che ha confermato l'esistenza del progetto di finanza che prevederebbe il ripristino e l'adeguamento dell'impianto di depurazione consortile a servizio delle cartiere della vallata del torrente Pescia di Collodi, che arriva appunto sino a Villa Basilica. Un impianto oggi non adeguato a reggere il carico che, quotidianamente, arriva dalle industrie cartarie e che negli anni ha provocato molti fastidi ai residenti a causa dei cattivi odori. La questione dell'impianto di Veneri e del Coad, il consorzio che gestiva la depurazione e in liquidazione da anni, è tornata a far discutere negli ultimi mesi per alcune interrogazioni presentate dalla Lega e da Pescia Democratica (per chiedere lumi sia sui tempi infiniti della liquidazione, sia sul presunto progetto di finanza). È stato poi l'assessore Marino Angeli a prendere in mano la questione, cercando di dipanare una matassa fatta di documenti introvabili e di persone poco informate sui fatti: «Cercare di sapere qualcosa sul Coad - aveva detto - è come infilarsi in un roveto di silenzio e omertà. È una storia infinita che è difficile ricostruire, per la mancanza di documenti e per le notizie frammentarie che la caratterizzano». L'assessore era poi riuscito a chiarire alcuni punti, poi confermati dal sindaco di Villa Basilica: l'esistenza del progetto di finanza e dei relativi vincitori. «Ad aggiudicarsi le gara - dice Ballini - è stata un'associazione temporanea di imprese formata dal Consorzio Torrente Pescia, dalla ditta lucchese Cipriano Costruzioni e dall'azienda Cma di Cassino». La data di pubblicazione del bando fu il 15 ottobre 2008 e la gara partiva con un importo a base d'asta di 2.833.000 euro. «I vincitori - continua il sindaco - si sono aggiudicati la gara con un'offerta che si aggira intorno ai 2 milioni e mezzo. Come contropartita avranno la gestione dell'impianto per 15 anni». Il contratto però ancora non c'è anche perché, essendo Pescia e Villa Basilica comproprietari dei beni oggetto del progetto, dovranno firmarlo entrambi. Mistero svelato quindi, anche se sorprende che Pescia fosse rimasta finora così disinformata su un progetto che riguarda un bene situato sul proprio territorio, di cui è compropretaria e sui cui atti l'attuale amministrazione aveva addirittura avanzato dubbi di legittimità. Il motivo di tale mancanza di informazioni è forse da ricercare in un atto del consiglio del 27 novembre 2008, con cui veniva integrata una convenzione con Villa Basilica sulla gestione dell'impianto di depurazione. Con quell'atto vennero affidate a quest'ultimo Comune le competenze sulla gestione di tutti gli atti relativi alla gara di projet financing (già in corso) per il ripristino e l'adeguamento degli impianti di depurazione, e fino alla stipula del contratto definitivo. Poi ci sono state le elezioni, il cambio di amministrazione e alla fine della questione non si è più occupato nessuno, almeno fino ad oggi.
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