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Montecatini

«Giunta Marchi serena grazie a questo Pd»

Antonio Abenante
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Antonio Abenante

Nuovo affondo dell'ex sindaco contro i vertici locali e provinciali

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PESCIA. La guerra interna al Pd si intensifica giorno dopo giorno, con da una parte l'ex sindaco e attuale capogruppo in consiglio Antonio Abenante e, dall'altra, i segretari provinciale e locale Marco Niccolai e Davide Petrini, con il primo accusato di non rappresentare il partito ma solo se stesso.  «Se ne facciano una ragione i rampantini segretari del Pd - è la replica di Abenante - io in consiglio rappresento, oltre che il Pd, tutte le liste che mi hanno sostenuto lealmente in campagna elettorale in entrambi i turni e, sopratutto, le migliaia di cittadini che mi hanno votato apponendo la croce sul mio nome. E anche, se permettono, la mia storia, che non scambierei con la loro che, per quanto breve, è destinata a durare poco, perchè con il carrierismo e l'opportunismo,non si fa la politica con la "P" maiuscola come io continuo a intenderla. Ho fatto sinora il capogruppo perchè così ha voluto e vuole la maggioranza del gruppo. Quando deciderò di smettere come capogruppo ne eleggeremo un altro che, prevedo, sarà ugualmente poco gradito all'attuale gruppo dirigente del Pd. È vero partecipo alle riunioni dell'assemblea comunale del Pd quanto il consigliere Niccolai alle riunioni del gruppo, e cioè poco o nulla. Ma se, immagino, il consigliere Niccolai è impedito dai suoi impegni provinciali (che visti gli esiti ne consiglierebbero uno maggiore a livello locale) io non partecipo alle riunioni per precise ragioni politiche, che spiego una volta e per tutte. Nel Pd di Pescia non esistono condizioni di democrazia vera: prima si prendono le decisioni nel gruppo di comando (che da Firenze arriva a Pescia, passando da Pistoia) e in riunioni separate, poi si portano negli organismi per la ratifica senza un confronto vero, di merito, in una pura logica di potere e di fazione. E non mi si dica che è stato il congresso a determinare questa situazione, perchè non si scambiano per democrazia i barbottini di un tesseramento degno della migliore Democrazia Cristiana quando era nei suoi cenci. L'unica differenza è che quel partito prendeva anche i voti, mentre questi sanno prendere solo tessere più o meno attendibili».  «Certo - prosegue l'affondo dell'ex sindaco - mi piacerebbe condividere la linea politica del Pd di Pescia, se si capisse qual è e, sopratutto, se fosse il frutto di un confronto vero. Io sino a oggi non ho letto nulla di serio sulla situazione finanziaria del Comune, sull'ospedale, sulla floricoltura, sul lavoro e le condizioni economiche e sociali di tanti cittadini».  Quindi sulla situazione amministrativa: «È vero, ho avanzato la proposta al sindaco di costituire una giunta tecnica e di rivolgersi a tutto il consiglio, a fronte di una situazione del bilancio drammatica, o in alternativa di dimettersi prima che la dimetta in malo modo un assai probabile dissesto. E allora? Dov'è lo scandalo? Non stiamo forse appoggiando a livello nazionale un governo tecnico? Dovevo prima passare dagli organismi del Pd? Magari perchè arrivasse prima agli orecchi di qualche esponente della maggioranza come già accaduto in passato? La giunta Marchi ha un'assicurazione sulla vita, ed è rappresentata dall'attuale gruppo dirigente del Pd locale e provinciale. Ed è una polizza neanche troppo segreta».

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