Il Tirreno

Montecatini

L'Accademia alla Banchina

David Meccoli
Villa delle ortensie, sede dell’Accademia Scalabrino, passa al Ccv con le opere d’arte
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Villa delle ortensie, sede dell’Accademia Scalabrino, passa al Ccv con le opere d’arte

Sede e opere donati al Ccv che riaprirà il museo

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 MONTECATINI. L'Accademia Scalabrino, con tutte le sue opere, donata al Credito Valdinievole. La condizione è che la banca ristrutturi l'immobile (il costo supererà il milione di euro), restauri i quadri più deteriorati e si accolli qualche debito (derivante soprattutto dalle precedenti gestioni). Nel 2012 previsti i primi interventi, mentre la riapertura al pubblico è programmata nel 2013. «Restituiremo alla città il vecchio splendore dell'Accademia», dice il presidente della "banchina", Alessandro Belloni.  L'atto di donazione di "Villa delle ortensie", immobile sede dell'Accademia fin dal 1972, è stato firmato ieri. Si tratta di un primo, importante passo del percorso iniziato dalla banca lo scorso marzo con la creazione della stessa Fondazione e che porterà alla riapertura al pubblico dell'Accademia. Un atto che fa da preludio ai lavori di ristrutturazione dell'immobile, il cui inizio è programmato proprio nel prossimo anno, e alla donazione modale delle opere (ovvero condizionata alla loro fruibilità negli spazi espositivi) dell'Accademia alla Fondazione Credito Valdinievole, già deliberata dai soci della Scalabrino.  «Da mesi stiamo lavorando affinché si eseguano gli atti burocratici necessari per poter portare a compimento il nostro progetto - afferma il presidente Belloni - volto a restituire alla città il vecchio splendore dell'Accademia Scalabrino, con le sue opere che comprendono non solo quadri e sculture, ma anche lettere e manoscritti di grande importanza storica oltre che iconografica».  «Di certo - prosegue il presidente della Fondazione, Valentino Pieri - la ristrutturazione dell'immobile sarà il primo importante atto di creazione di un'area culturale multidisciplinare volta a ospitare iniziative di carattere locale o anche di più ampio respiro, nell'ottica di una costante crescita del nostro territorio».  Uno degli ambiti in cui opererà la Fondazione sarà, appunto, la rivalorizzazione dell'Accademia d'arte Scalabrino e del suo ingente patrimonio artistico e culturale: quasi 800 opere, con perle del calibro di Guttuso, Chini, Annigoni e il pianoforte di Verdi.  Tra i 2 e i 3 milioni il valore dell'immobile (come ci dice Belloni), che è però vincolato alla destinazione a museo. «Forse l'Accademia - dice ancora il presidente - ha provato a proporre una variante urbanistica, ma senza successo. E allora, vista l'impossibilità di garantirne l'utilizzo a museo, ha preferito donarla a noi».

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