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Montecatini

Sforbiciata alle corse del Sesana

Una corsa al Sesana: nel 2012 ci sarà una notevole riduzione di serate
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Una corsa al Sesana: nel 2012 ci sarà una notevole riduzione di serate

Ben 13 giornate in meno e montepremi ridotti

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MONTECATINI. Spariscono 13 giornate di corse, quasi si dimezzano i montepremi dei grandi appuntamenti e si accorcia la stagione ippica (con diversi mesi in cui i battenti dell'ippodromo resteranno mestamene chiusi). La scure dei tagli decisi dal governo (e di conseguenza dall'Unire, l'ente che gestisce il mondo delle corse dei cavalli in Italia) si è abbattuta pesantemente sul Sesana.  Da tempo gli appassionati e, soprattutto, gli addetti ai lavori e i dipendenti della Trenno (società proprietaria dell'ippodromo) si aspettavano la "botta", che ora è arrivata con tutta la sua virulenza. Una botta che colpisce duramente l'impianto di Montecatini e che si concretizza in una serie di numeri. Partiamo dalle giornate di corsa: se nel 2011 i cancelli al Sesana si erano aperti in 66 occasioni, il prossimo anno si potrà andare all'ippodromo solo in 53 giornate. Si pensi, tanto per fare qualche esempio distante non troppi anni, che nel 2010 le giornate furono 83 e nel 2009 (ma c'erano ancora le matinée) addirittura 102.  I "numeri" da sforbiciare, poi, toccano ancora più direttamente il cuore del sistema: i montepremi. Tralasciando (almeno per ora) le lacrime (e il sangue) che dovranno essere versate per le corse ordinarie (delle quali, a oggi, non si conosce ancora il dettaglio), per avere un'idea dei tagli basta guardare ai gran premi. La corsa più importante dell'anno, il Città di Montecatini (confermato, fortunatamente, nel gruppo 1, nella formula della doppia batteria più finale e nella canonica data del 15 agosto) scende a 132mila euro di montepremi, contro gli oltre 200mila del 2011. Tagli anche per il Società Terme (la corsa dedicata ai cavalli di 3 anni, conosciuto come memorial Vivaldo Baldi, che si svolgerà il 21 luglio), che cala da 66mila a 44mila euro. E per il G.P. Dante Alighieri (che dal 2007 è intitolato a Nello Bellei e che vede in pista i migliori soggetti di 4 anni), che oltre a essere posticipato di qualche settimana (l'appuntamento è per l'8 settembre), vedrà il montepremi scendere fino a 41.800 euro. E meno soldi che girano portano inevitabilmente con se il rischio di non essere più in grado di attrarre i migliori soggetti in circolazione (tanto più per quanto riguarda i cavalli esteri).  Come gestire solo 53 giornate in un anno, in un ippodromo abituato a ben altri palcoscenici e cifre? La Trenno non ha ancora comunicato una decisione ai suoi dipendenti, ma la soluzione più probabile sembra essere quella di limitare la stagione al periodo marzo-settembre, con taglio dei mesi di giugno e di ottobre. I cavalli torneranno agli ordini dello starter dal 10 marzo e poi per i tre sabato successivi (il 17, il 24 e il 31). Come proseguirà il calendario ancora non è dato saperlo, ma dovrebbero "saltare" il mese di giugno e la seconda metà di settembre.  Tra i dipendenti Trenno circola pessimismo: per loro è stato già disdettato il contratto integrativo e chiesto un prepensionamento per 4 lavoratori. E a gennaio c'è lo spettro della cassa integrazione e del trasferimento negli ippodromi di Milano, gestiti dallo stesso gruppo.

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