Il Tirreno

Montecatini

Crescono gli sfratti a Pescia

Francesca Maltagliati
Case popolari a Pescia
◗
Case popolari a Pescia

Boom di domande per le case popolari e c'è chi vive in macchina

2 MINUTI DI LETTURA





 PESCIA. Costretti a vivere in macchina perché non hanno più una casa, né un lavoro. Una soluzione estrema, l'unica per una famiglia di Pescia composta da tre persone: padre, madre e un figlio piccolo di circa un anno. Una storia di povertà che si va a sommare a tante altre, qui in Valdinievole, iniziata con la perdita del lavoro da parte del capofamiglia, proseguita con le conseguenti difficoltà a pagare l'affitto e conclusasi con uno sfratto. Poi l'aiuto da parte dei parenti che hanno ospitato il nucleo familiare, ma solo per alcuni mesi, poiché le difficoltà, alla fine, sono di tutti. Così adesso la famiglia si trova costretta a vivere in un'auto, con addosso una spada di Damocle: la necessità di doversi rivolgere ai servizi sociali con il rischio di vedersi portare via il bambino.  Quello appena descritto è un caso drammatico, ma non è l'unico, di persone che non hanno più una casa a Pescia. Sono in aumento gli sfratti, anche a causa della grande crisi del mondo del lavoro. I due fattori, occupazione e casa, sono infatti inevitabilmente legati fra loro perché o si ha una casa di proprietà, oppure si deve pagare un affitto, ma per farlo è necessario un reddito.  Circa quindici gli sfratti che si sono già registrati quest'anno, dati che preoccupano anche il Comune il quale, nonostante i tanti aiuti dati in quest'ultimo periodo, soprattutto dal punto di vista della casa, non riesce ad accontentare tutti i bisogni.  «Purtroppo le richieste di aiuto aumentano e ci troviamo nella condizione di dover dire di no perché non ci sono le possibilità di dare una mano a tutti», viene detto dai funzionari dell'ufficio dei servizi sociali.  Sono infatti ben novantadue le domande arrivate per integrare la graduatoria per ottenere un alloggio di edilizia residenziale pubblica, oggi contenente centoventi richieste, corrispondenti a centoventi famiglie, di cui molte monogenitoriali. Di queste circa la metà sono italiani, l'altra metà stranieri. «Sono in crescita - continuano dagli uffici comunali - gli italiani che hanno subito uno sfratto. Se poi questi sono i numeri di chi viene a chiedere un aiuto, significa che ce ne sono tanti che non si rivolgono agli enti pubblici. Difatti c'è tutta una classe di nuovi poveri, persone che fino a poco tempo fa riuscivano a cavarsela da sole, che adesso avrebbero bisogno di aiuto, ma che provano vergogna per la condizione in cui si trovano e preferiscono non dir nulla all'umiliazione di chiedere aiuto».  Soltanto in questi ultimi due anni il Comune di Pescia ha consegnato venticinque case popolari, oltre ad altre sei alloggi di emergenza assegnate in seguito a sfratti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web