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Chiesti 6 milioni e mezzo di euro per limmenso edificio di inizio Settecento
La Curia di Pescia mette in vendita il Convento della Visitazione
Francesca Maltagliati
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Il vescovo monsignor Giovanni De Vivo 2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. La diocesi mette in vendita uno dei suoi gioielli: il Convento della Visitazione. Sei milioni e mezzo di euro il costo di questa splendida struttura risalente ai primi decenni del diciottesimo secolo, situata in via Giusti, a pochi metri dalla Porta Fiorentina andando verso il centro di Pescia. Un patrimonio storico e architettonico (che oggi contiene un interessante archivio), di cui però la Curia non riesce più a farsi carico. «Non ci sono risorse sufficienti - spiega il vescovo Giovanni De Vivo - per poterlo restaurare». Anche la Chiesa, insomma, soffre della mancanza di fondi e così alcune strutture, vere e proprie opere d'arte, rischiano di deteriorarsi e di essere lasciate morire. «Recentemente abbiamo effettuato dei lavori di restauro su una chiesa - prosegue il vescovo - per un costo complessivo di un milione e 300mila euro. Di questi 440mila dovevano arrivarci dal Ministero, ma ancora li stiamo aspettando. Andare avanti così è davvero difficile. Sul Convento della Visitazione nel recente passato abbiamo speso circa un milardo e mezzo in lire, proprio per effettuare lavori di restauro, ma ora non abbiamo più i soldi per ulteriori interventi. Bisogna anche tener conto che, oltre ai lavori di cui avrebbe bisogno, c'è la necessità di trovare una destinazione adeguata a una struttura di tali dimensione. Potrebbe diventare una scuola, ospitare uffici pubblici e quant'altro, ma questo non possiamo certo farlo noi». Insomma si tratta di un luogo dalle enormi potenzialità, che però ora come ora non possono essere sfruttate. Inoltre il ricavato di una eventuale vendita andrebbe a rimpinguare le casse della Curia che ha in mente di portare avanti altre opere importanti, come il restauro del seminario vescovile, altra struttura storica che, purtroppo, rimane chiusa per la maggior parte dell'anno, proprio perché non sono stati eseguiti tutti quei lavori di restauro necessari per renderla perfettamente sicura e agibile. Per questo ora l'imperativo è vendere, e della fretta che la Curia ha di portare a buon fine l'affare è testimone il prezzo: 6 milioni e 500mila euro per una struttura di 6.500 metri quadrati, insomma, mille euro al metro quadro senza contare i circa 10mila metri quadrati di giardino. È vero anche che sull'immobile, vista l'ubicazione e l'importanza storica, gravano vincoli sia di tipo urbanistico che da parte della Sovraintendenza, e che, quindi, saranno possibili interventi esclusivamente di restauro.
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