Agli agenti ha detto di non essersi accorta di aver messo sotto lagente fuori servizio
Badante agli arresti domiciliari
Pietro Barghigiani
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Il parabrezza danneggiato e, sotto, lispettore Mariucci e il comandante Cupini Poliziotto investito, la donna deve stare in casa dell'assistita
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MONTECATINI. È una badante di 54 anni la donna arrestata con l'accusa di aver investito, senza poi fermarsi, un sovrintendente della polizia stradale, 35 anni, di Viterbo, martedì intorno alle 18 in località Campigli. Il sostituto procuratore di turno, Giuseppe Grieco, ha disposto gli arresti domiciliari della pirata della strada a casa dell'anziana che assiste e che al momento dell'incidente si trovava al suo fianco sulla Citroën Picasso grigia che è stata sequestrata. Stamani, assistita dall'avvocato Giuseppe Modaro, verrà sentita dal gip nell'udienza di convalida. Sono stati il vice comandante della polstrada di Montecatini, ispettore capo Giovanni Mariucci e il comandante della polizia municipale Michela Cupini, a illustrare le modalità con cui gli investigatori sono arrivati a identificarla. Le aggravanti. Se la donna, nubile e con piccoli precedenti, residente a Montecatini, si fosse fermata non sarebbe incorsa nei guai in cui si è infilata decidendo di fuggire e di simulare un incidente per coprire quello che aveva combinato. Invece, non solo dopo aver steso il pedone è fuggita, ma quando è arrivata a casa, sempre stando all'accusa, con il cric avrebbe ampliato il danneggiamento del parabrezza e portato la macchina in un'officina sostenendo di aver subìto un vandalismo in un parcheggio. Un comportamento che ha prodotto tre ipotesi di reato: lesioni, omissione di soccorso e simulazione di reato. Le indagini. Il poliziotto ferito (30 punti in testa e 20 giorni di prognosi) è stato in grado di fornire elementi utili ai colleghi. Fondamentale poi la testimonianza di un passante, che la polizia stradale ringrazia, le cui informazioni hanno messo sulla pista giusta i vigili urbani. Sull'asfalto era rimasta la mascherina della Picasso. Ma soprattutto con due lettere della targa e il modello dell'auto ricavato dal pezzo recuperato, la polizia municipale è riuscita a risalire all'intestataria della vettura. Erano circa le nove di sera e non era in casa. I poliziotti l'hanno trovata nell'abitazione dell'anziana. La difesa. Quando le è stato chiesto della macchina la 54enne ha riferito di averla portata dal meccanico perché nel parcheggio davanti allo studio del suo avvocato a Monsummano, dove era stata nel pomeriggio, qualcuno le aveva rotto il parabrezza. «All'inizio ha negato le contestazioni - spiega l'ispettore capo Mariucci -. La mascherina per i fendinebbia trovata sull'asfalto combaciava perfettamente con la sua macchina. Alla fine si è difesa dicendo che non si era accorta di aver investito un pedone. L'aver spaccato ulteriormente il parabrezza per simulare un danneggiamento ha aggravato la sua posizione».
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