«Così furono svuotati i conti»
Pietro Barghigiani
◗
Lavvocato Alessandro Giuliani difensore dellimputato accusato di circonvenzione di incapace Processo per circonvenzione d'incapace, il racconto del finanziere
2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. I soldi uscivano dal conto dell'anziano alle prese con l'Alzheimer e finivano in quelli del presunto "badante" e amico o dei suoi familiari. Prelievi fino a 20-30mila euro a volta con assegni e in alcuni casi anche in contanti per un ammontare di almeno 500mila euro. Ora il pensionato novantenne, già titolare di un'autofficina, appassionato di auto che non disdegnava la guida di Porsche, ridotto all'indigenza, si trova in una residenza assistita e non sa che la persona a lui più vicina è sotto processo per circonvenzione di incapace. Si tratta di Annibale Medori, 63 anni, di Ponte Buggianese, pensionato, un tempo proprietario di un'officina sulla Camporcioni, a Chiesina Uzzanese, assistito dall'avvocato Alessandro Giuliani. Negli anni Ottanta è stato protagonista della cronaca nera per aver scontato una condanna con l'accusa di omicidio dopo essere stato vittima di un usuraio. In Tribunale a Monsummano davanti al giudice Patrizia Martucci è comparso il maresciallo della Guardia di Finanza, David Ducceschi, in servizio alla sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica. Il pm Francesco Sottosanti lo ha sentito per ricostruire il "travaso" di soldi dai conti della parte civile, assistita dall'avvocato Simona Paganelli e rappresentata dall'amministratore di sostegno, avvocato Alessandra Orsi, a quelli dell'imputato. Ducceschi è il sottufficiale che ha seguito le indagini dopo la denuncia del figlio dell'unica lontana parente dell'anziano, vedovo e senza eredi diretti, che già aveva cominciato a dare i primi segni di decadimento mentale. Il maresciallo ha evidenziato la tracciabilità dei movimenti bancari. Il grosso delle operazioni si concentra nel 2007, anche se solo nel 2008 all' ex imprenditore viene diagnosticato l'Alzheimer. Per l'accusa e la parte civile, però, questa distinzione temporale va presa con cautela. La malattia, è la tesi, non si manifesta all'improvviso e i segnali di una perdita di autosufficienza a livello mentale sarebbero stati evidenti anche nell'anno precedente la certificazione medica. Oltre a due auto cedute dal novantenne a Medori (una Lancia Y e una Kangoo) a prezzi irrisori e alle uscite sui tre depositi bancari dell'anziano, sia in contanti sia con titoli di credito, la Guardia di Finanza ha messo sotto la lente anche i conti dell'imputato e dei suoi familiari. Secondo quanto riferito dall'investigatore i tempi dei prelievi dai conti della parte offesa e i versamenti su quelli di Medori e del figlio spesso coincidevano. Sui conti postali dell'imputato, stando all'accusa, sarebbero transitate somme definite di importo anomalo in considerazione delle entrate di padre e figlio. A gennaio nuova udienza con altri testi dell'accusa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
