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Montecatini

Bambino tolto ai genitori La decisione tocca al tribunale dei minori

Un momento del confronto di ieri ai servizi sociali della Sds
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Un momento del confronto di ieri ai servizi sociali della Sds

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 BUGGIANO. Da una parte una madre e un padre che vogliono riabbracciare il loro figlio, dall'altra i servizi sociali che devono rispettare le indicazioni del tribunale. Quella di una signora di Buggiano è una situazione difficile: 14 mesi fa il figlio le è stato tolto con un provvedimento del tribunale dei minori e affidato ai servizi sociali, con varie motivazioni riconducibili ad alcuni momenti di difficoltà vissuti dal nucleo familiare.  Problematiche riconosciute e fatte emergere dagli stessi componenti della famiglia, che più volte avevano cercato un aiuto esterno. Così il bambino è stato allontanato e collocato provvisoriamente in una comunità protetta, dove tutt'ora vive seguito dagli educatori e dai servizi sociali. I genitori possono vederlo e periodicamente vanno a trovarlo. Oggi però la famiglia chiede di più.  Afferma di aver risolto quei problemi che hanno portato all'allontanamento del figlio, che ora ha sette anni, e di volere che il bambino torni a casa. Alcuni mesi fa la madre si è anche rivolta alla giustizia, ma una sentenza della Corte d'Appello di Firenze ha rigettato la sua richiesta, confermando in pieno il provvedimento del tribunale dei minori. Lunedì mattina però, in un incontro concitato con i servizi sociali alla sede della Società della Salute, i genitori del bambino hanno ribadito la loro volontà di riportarlo a casa. A supportare le loro ragioni anche Pier Paolo Zaccai, presidente del movimento nazionale Italia garantista, venuto da Roma a perorare la causa. Però, nonostante la disponibilità mostrata dai servizi sociali, che hanno per tutta la mattina ascoltato le ragioni espresse dai genitori, è obbligatorio che vengano seguite le disposizioni date dal tribunale, così come stabilito anche dalla sentenza della Corte d'Appello. Questo non significa che il bambino non tornerà a casa.  «L'affido - spiegavano durante l'incontro i rappresentanti dei servizi sociali - è per sua natura un provvedimento temporaneo. È quindi previsto un reinserimento del bambino all'interno del nucleo familiare. Naturalmente però anche il provvedimento per il reintegro spetta al tribunale. Non dipende certo dai servizi sociali che comunque si sono già occupati di richiedere la riapertura del fascicolo. Ci rendiamo conto del dolore che possano provare un padre e una madre e confermiamo la volontà di sostenerli nel percorso di recupero della loro capacità genitoriale, ma non possiamo che dare attuazione a quanto disposto dal tribunale».  Positivo il commento di Pier Paolo Zaccai del movimento Italia Garantista, il quale, dopo aver sottolineato di aver ricevuto rassicurazioni (seppur solo verbali al momento) da parte dei servizi sociali, auspica che gli stessi servizi facciano finalmente le «relazioni favorevoli al rientro del minore in famiglia, da inviare al tribunale dei minori per una revisione del procedimento» F.M.

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