Il Tirreno

Montecatini

Profughi, pronto il progetto di integrazione

Luca Signorini
I profughi della Guinea arrivati a Monsummano a fine maggio
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I profughi della Guinea arrivati a Monsummano a fine maggio

Corso d'italiano e lavoro all'orto biologico per i 5 giovani della Guinea

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MONSUMMANO. Accoglienza, integrazione e tutela. Sono questi gli obiettivi e i valori trainanti, del progetto operativo dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) elaborato dal comune per i cinque profughi (3 della Guinea Bissau e 2 della Guinea Conakry) arrivati in città lo scorso 24 maggio e ospitati, sotto le cure di Croce Rossa, Pubblica Assistenza e Misericordia, nella struttura per l'emergenza abitativa di via Elsa Morante.  Su indicazione della prefettura di Firenze (con cui i comuni toscani hanno stipulato una convenzione fino al 31 dicembre 2011) soggetto attuatore e coordinatore delle iniziative di protezione, Monsummano, grazie all'assessore al sociale Luca Buccellato, ha redatto un progetto ad hoc. «Gli immigrati non sono semplici ospiti, ma sono giovani (dai 18 ai 30 anni, ndr) provenienti dalla Libia con situazioni molto difficili alle spalle e a cui servono specifici strumenti per integrarsi nel nostro paese».  Ed ecco allora le tre direzioni su cui agire: prima fase di accoglienza, già iniziata a fine maggio. Si va dal riconoscimento personale all'identificazione, dai controlli sanitari (fatti dall'Asl), agli iniziali contatti degli immigrati con i membri delle tre associazioni di volontariato (che svolgono il loro lavoro a rotazione ogni 15 giorni).  Poi, integrazione e tutela Vanno di pari passo. Una corretta integrazione significa vera tutela, sia fisica che morale. Al via quindi un corso base d'italiano: saranno 6 le ore settimanali di lezione, per un totale di 100 ore da qui a dicembre. «Lo scopo - spiega Buccellato - è far sostenere ai cinque profughi l'esame di lingua di livello L2 (quello per i richiedenti asilo politico, ndr)». In più, previsti (da settembre) alcuni incontri con le scuole cittadine e alcune assemblee pubbliche: sarà l'occasione per i rifugiati di raccontare le proprie storie di vita e di entrare in contatto con gli abitanti di Monsummano.  E la nota di colore: secondo la legge italiana i profughi, nei primi sei mesi di permanenza nel nostro paese, non possono adoperarsi in un lavoro. Così, per ovviare a questo, è stato pensato di avviare un piccolo orto biologico da cui ricavarne una coltura di manghi, frutto esotico non usuale in Valdinievole, ma familiare ai cinque africani. Infine i soldi: per accoglienza, integrazione e tutela, il Comune avrà diritto ad un rimborso (direttamente dal ministero dell'Interno) di un massimo di 40 euro al giorno per ogni rifugiato, per un totale di 44mila 400 euro.

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