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Montecatini

Causa in Tribunale sulla destinazione dell’immobile confiscato per mafia

Paradiso, nuova proprietà l'hotel alla Pirelli Real Estate

Paradiso, nuova proprietà l'hotel alla Pirelli Real Estate

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MONTECATINI. La fine è ancora incerta, ma la proprietà è passata di mano. Il futuro dell'Albergo Paradiso a Montecatini Alto, prima pignorato da una banca e poi confiscato dallo Stato, verrà scritto dal Tribunale di Roma e neanche in tempi brevi. Eppure c'è stato chi ha deciso di prendersi in carico sette piani per 28mila metri cubi e 8mila 700 mq di superficie in gran parte abusivi.  Oggetto della disputa legale: il riconoscimento del credito finanziario vantato dalla proprietà. Che non è più quella del Credito Fondiario Toscano dalle cui casse nel 1985 uscirono i 4,8 miliardi di lire concessi alla Vu.Ma. Immobiliare di Roma controllata dalla banda della Magliana e finita nel vortice di società e beni sequestrati negli anni Novanta all'uomo d'affari Enrico Nicoletti. Il nuovo padrone dell'albergo è la Pirelli Real Estate attraverso l'acquisizione del patrimonio del Cft. Il contenzioso viene discusso al Tribunale penale di Roma, sezione misure di prevenzione, e vede da una parte l'Agenzia per i beni sequestrati e confiscati e dall'altra la Pirelli Re che chiede di tornare in possesso dell'ecomostro per metterlo all'asta e cercare di recuperare qualcosa. La causa è ancora in uno stadio iniziale e dopo un'udienza ai primi di luglio, i giudici hanno fissato un'altra data per la fine di settembre.  Pirelli Re sostiene di poter vantare il credito in forza dell'ipoteca per 5 milioni di euro iscritta sul bene prima del sequestro da parte della magistratura. Dunque, è il ragionamento della società immobiliare, il mutuo fu concesso in buona fede e prima del provvedimento dell'autorità giudiziaria. Una tesi rifiutata dall'agenzia il cui obiettivo è quello di acquisire l'hotel per effetto della confisca del 1996 confermata dalla Cassazione nel 2001.  Ampliato negli Settanta e Ottanta, la proprietà dell'hotel che fu anche ospedale, è cambiata più volte per finire nel 1985 alla Vu.Ma. Srl di Roma. Una decina di anni di aste non portarono a nulla. Nel 2004 il bene venne messo all'incanto per 3,6 milioni di euro. Poi nel 2006 il giudice delle esecuzioni immobiliari di Pistoia accolse l'opposizione dell'Agenzia del Demanio contro la quale ha fatto ricorso prima il Cft e ora la Pirelli Real Estate. Saranno tempi lunghi per conoscere il destino dello scheletro di cemento che svetta sulla collina. P.B.

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