Strade dissestate e pochi parcheggi tra i guai di Collodi
Francesca Maltagliati
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Sopra la cartiera Panigada in alto la via con i blocchi 2 MINUTI DI LETTURA
COLLODI. Strade dissestate, lavori mai terminati, edifici fatiscenti e un progetto che aspetta da anni di decollare. Collodi è un piccolo gioiello non abbastanza valorizzato. Un paese che, vista la fama raggiunta, dovrebbe presentarsi curato, pronto ad accogliere il flusso di migliaia di turisti, in questa stagione più che in altre, ma che così non è. Fin dall'ingresso in paese ci imbattiamo in segni di incuria. Incuria nelle infrastrutture, ma non solo. C'è carenza nei servizi, nelle strutture ricettive, nell'arredo urbano. Abbiamo fatto un giro per il paese cercando di documentare alcune criticità. Strade. Le due strade principali del paese, la variante alla provinciale Lucchese e via Baglioni, rispettivamente vie d'accesso e d'uscita di Collodi, presentano problemi. Sulla prima, in cui per un buon tratto manca l'illuminazione, ci sono da mesi i cartelli di lavori in corso. La strada, poco dopo esser stata inaugurata, subì la frana di una parte della carreggiata. In seguito ai lavori è stata poi sistemata, ma la parte franata è ancora delimitata da cordoli di plastica e quindi non è percorribile. La strada che invece esce da Collodi, via Pasquinelli, si presenta in più punti dissestata. Servizi. «I parcheggi - dicono gli abitanti della frazione - non sono sufficienti per ricevere auto e autobus nei giorni festivi». Inoltre mancano alcuni servizi, come quello di scarico per i camper. A confermarlo, all'entrata dell'area in via Pasquinelli, un cartello con sopra scritto "Parcheggio camper gratuito per i visitatori del parco di Pinocchio senza servizi". Immobili. Alcuni palazzi, proprio in centro, presentano evidenti segni d'incuria, ma l'edificio che più salta all'occhio è la Cartiera Panigada, che troneggia davanti all'entrata del Parco di Pinocchio. Chiusa da anni la struttura si presenta in uno stato di profondo degrado. Su quest'ultima però ci sono dei progetti in ballo. Nel programma della Fondazione Collodi presentato pochi mesi fa c'è, infatti, anche l'acquisto di quest'ultima cartiera e della Vamberti, entrambe da trasformare in aree museali, laboratori, parcheggi, spazi ricreativi e commerciali. Il parco. Ritenuto da molti ormai non più sufficiente a soddisfare le aspettative turistiche l'attuale parco dovrebbe essere affiancato da uno nuovo, ricco di giochi e intrattenimenti. Un progetto cui si parla da tanto, oggetto in passato di accordi programmatici, previsto nel piano strutturale, ma finora rimasto solo sulla carta.
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