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«Così si condanna a morte il Padule di Fucecchio»

Uno scorcio del Padule di Fucecchio
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Uno scorcio del Padule di Fucecchio

Maltagliati (Cpe) contesta il progetto di salvaguardia dell'area: troppa acqua in meno

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 PONTE BUGGIANESE. «Una condanna a morte del nostro Padule»: questo il commento di Carlo Maltagliati, presidente del movimento Cpe (Caccia, pesca, ecologia), sul progetto del Consorzio sulla salvaguardia e tutela del Padule, presentato durante una riunione organizzata da Terra Nostra di Anchione. Un progetto che «nonostante la buona volontà dei tecnici del Consorzio non ci ha molto convinto».  «Comprendiamo che i margini entro i quali i tecnici dovevano lavorare erano abbastanza stretti - scrive Maltagliati - infatti il problema era quello di togliere l'acqua al Padule di Fucecchio a vantaggio delle concerie di Santa Croce. Questo risultato è stato centrato in pieno, basti pensare che l'affluenza annua nel cratere del Padule, limitato dal Canale del Terzo e da quello del Capannone, attualmente è di 11 milioni di metri cubi annui. Con il famoso tubone quando sarà a norma, ne porterà via 8 milioni di metri cubi. Dovendo considerare poi che già ora, nel periodo estivo, c'è scarsità di acqua, figuriamoci quando questa sarà ridotta del 20%».  Dubbi anche sul depuratore previsto a Ponte: «Una riflessione particolare va fatta per quanto riguarda la canalizzazione delle acque che usciranno dal nuovo depuratore. Queste, a rigor di logica, dovevano scorrere verso sud e umidificare quei terreni per quel poco che sarà la loro portata. Invece verrà realizzato un condotto verso nord per circa 2 km, con tanto di pompe per spingere l'acqua (con un costo di circa 500/600 milioni di euro) e da qui riversarle nell'invaso del Coccio e farla proseguire nella Riserva Naturale del Righetti. È facile pensare che questa operazione habbia ben poco a che fare con la salvaguardia del Padule nella sua integrità umida, quanto invece rappresenti un contentino per gli ambientalisti, per fargli digerire l'edificazione del depuratore in zona di alto rispetto ambientale. L'invaso del Coccio si risolverà in un bluff in quanto è notorio che i terreni del Padule sono permeabili, e in estate, quando la falda acquifera si abbassa, non c'è invaso che tenga. L'unica cosa positiva è che speriamo finalmente siano ricavate nelle varie zone del Padule le decine di fossi, che a causa dell'incuria perpetrata negli anni, sono ripieni di terra di riporto».  Ma il bilancio di Maltagliati resta comunque allarmante: «Purtroppo dobbiamo constatare che, grazie alla cupidigia degli uomini, assisteremo alla perdita di questo bene inestimabile che è il Padule, e che i nostri nipoti probabilmente non lo vedranno, anche grazie alla benedizione degli ambientalisti della domenica. Un esempio a noi vicimo è il Padule di Bientina».  «Un riferimento non del tutto secondario - chiude Maltagliati - riguarda il sindaco di Ponte Buggianese, che ha permesso e permette l'installazione di vivai per centinaia e centinaia di ettari nel proprio comune. Vivai che per le loro necessità aggraveranno la falda acquifera, e impesteranno la terra di quintali e quintali di diserbanti».

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