Ma per l’accusa sapevano che l’operazione non era valida dopo l’iscrizione a ruolo delle cartelle esattoriali
Truffa, condannati fiscalista e cartomante
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L’avvocato CastelliSi erano fatti rilasciare un'ipoteca da un imprenditore indebitato
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MONTECATINI. Gli avevano fatto iscrivere due ipoteche volontarie a loro favore dicendogli che in quel modo sarebbe stato al riparo dalle azioni di recupero avviate dall'esattoria. Non solo. Per pagare il servizio di consulenza l'imprenditore inseguito dal Fisco aveva anche firmato cambiali per oltre 200mila euro con scadenza a dieci anni, avendo come beneficiario sempre il duo che si era proposto di risolvergli i problemi con l'Agenzia delle entrate. L'escamotage non poteva funzionare perché le ipoteche erano successive all'iscrizione a ruolo dei debiti per centinaia di migliaia di euro. Dunque, non avevano alcuna efficacia. Quando l'imprenditore se ne è accorto, visto che l'esattoria è andata avanti per la sua strada, ha denunciato i due. Rinviati a giudizio per truffa in concorso, Guido Carlo Sorini, 69 anni, di Montecatini, consulente fiscale e Vittorio Barbieri, 65 anni, di Pieve, pranoterapeuta e cartomante, sono stati condannati dal giudice Laura Bonelli in Tribunale a Monsummano a un anno e 2 mesi di reclusione. Gli imputati, difesi dagli avvocati Vito Di Berardino e Claudio Casciani, dovranno anche versare 40mila euro alla parte civile, assistita dall'avvocato Giuseppe Castelli, un ex titolare di un calzaturificio, 55 anni, di Castelfiorentino. Il giudice ha anche disposto la cancellazione delle ipoteche volontarie, rilasciate a favore degli imputati, sulle case della parte offesa a Castelfiorentino e a Castiglione di Garfagnana. Vecchia inchiesta. Il processo nasce come inchiesta minore dell'operazione "Cravatta", avviata nel 2007 dalla Guardia di finanza contro un giro di usura e che per Sorini e Barbieri è stata definita in Cassazione rispettivamente in 6 anni e 5 anni e mezzo che entrambi stanno scontando in detenzione domiciliare. Il giudice aveva anche confiscato beni fino a 800mila euro ai danni dei condannati. Il fatto. L'imprenditore conosce da tempo Barbieri che gli presenta Sorini elogiandone le capacità a livello contabile. Il consulente diventa così il suo ragioniere per gli affari del calzaturificio da cui, però, il titolare vuole uscire per incomprensioni con il socio. Quando il 55enne si vedere recapitare cartelle esattoriali con importi choc chiede consiglio a Barbieri e Sorini. Che, secondo l'accusa, escogitano l'operazione per la quale sono stati condannati per truffa. Ipoteche. In pratica i due convincono l'imprenditore a rilasciare a due ipoteche volontarie da 500mila euro l'una su altrettanti beni di sua proprietà. Loro sono i beneficiari. Gli dicono che in questo modo l'esattoria non può aggredire le sue proprietà. In cambio, però, chiedono cambiali mensili per 1850 euro dal settembre 2006 fino al settembre 2016 per un conto finale di 222mila euro. L'imprenditore accetta e l'operazione, cambiali escluse, viene conclusa davanti a un notaio. La beffa. Per qualche mese i titoli di credito vengono pagati. Nel frattempo l'esattoria non si ferma. E lo stratagemma consigliato dagli imputati e messo in pratica dall'ex titolare del calzaturificio dimostra tutta la sua inutilità. Le ipoteche volontarie sono successive all'iscrizione a ruolo dei debiti e, quindi, non possono essere opposte all'azione di recupero. In pratica l'imprenditore si è indebitato a cambiali per dieci anni, ha messo le sue case in mano ad altri e al stesso tempo è inseguito dal Fisco. Non gli resta che rivolgersi a un legale e querelare chi gli prospettava un salvataggio e, invece, gli stava portando via case e soldi.
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