Il presidio
Miss Italia, più caro il diritto camerale per pagare l'evento
David Meccoli
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MONTECATINI. Per alcuni non si può, ma per tutti sì. Le associazioni degli albergatori (Apam, Asshotel Confesercenti e Pistoia Turismo) si sono incontrate con la Camera di commercio con l'obiettivo di risolvere il nodo legato alle gratuità da concedere durante il concorso di bellezza di Miss Italia. La soluzione potrebbe essere quella di aumentare i cosiddetti diritti camerali annuali, con il vincolo, però, di coinvolgere tutte le imprese a livello provinciale, senza alcuna esclusione. Con ritorni a caduta su tutto il territorio.
La vicenda Miss Italia, dopo aver subìto un'improvvisa accelerata con la decisione da parte della Miren (società di Patrizia Mirigliani che organizza l'evento) di indicare Montecatini quale candidata unica per ospitare la manifestazione, si è poi fermata al palo altrettanto bruscamente. Qual è il motivo di questo (pericoloso) stand-by? Ovviamente i soldi, la copertura finanziaria di tutto l'evento che stenta a trovare una sua definitiva condivisione. Sulla carta - anzi nemmeno su quella, visto che per il momento si tratta di impegni "verbali" - la Regione contribuirebbe con 400mila euro, la Camera di commercio con 100mila, l'Esselunga (che ha in progetto l'apertura di un nuovo megastore in area Palaterme) con 200mila, mentre da Comune, Provincia, Convention bureau e altri sponsor minori dovrebbero arrivare altri 100mila euro. «Siamo sempre alla ricerca di soldi - dice il sindaco, Giuseppe Bellandi - ma prima di trovare gli sponsor serve la certezza di ospitare l'evento. Prima dovremo confrontarci con la Rai: aspetto una chiamata da Roma da un momento all'altro». Una partita parallela si gioca poi sul fronte delle gratuità alberghiere. La Miren ne ha richieste 6.650 in favore delle ragazze, truccatori, parrucchieri e tutto lo staff organizzativo al seguito della manifestazione.
Più fumoso, ancora, il discorso legato alle esigenze della Rai, che vorrebbe altre 2-4mila presenze negli alberghi. In totale, quindi, si arriverebbe a circa 10mila gratuità in un periodo, fine agosto e inizio settembre, tradizionalmente di alta stagione per le strutture di accoglienza a Montecatini. Gli albergatori sarebbero comunque disposti a mettere sul piatto parte delle loro camere, a condizione però che i costi dell'operazione vengano distribuiti anche sulle altre tipologie d'imprese. La via d'uscita potrebbe essere quella di trovare i contributi necessari a garantire le presenze gratuite aumentando (fino a un massimo del 20%) i diritti annuali della Camera di commercio. Ma la distribuzione dei maggiori oneri, ha fatto sapere la Camera, dovrà coinvolgere tutte le aziende provinciali e non solo quelle legate al turismo o quelle con sede in Valdinievole. E per non far scoppiare una rivoluzione tra gli associati (quali benefici avrebbe da Miss Italia un artigiano di Agliana?), i proventi dell'aumento verrebbero distribuiti in parte per sostenere la manifestazione e in parte per promuovere le singole realtà territoriali.
La vicenda Miss Italia, dopo aver subìto un'improvvisa accelerata con la decisione da parte della Miren (società di Patrizia Mirigliani che organizza l'evento) di indicare Montecatini quale candidata unica per ospitare la manifestazione, si è poi fermata al palo altrettanto bruscamente. Qual è il motivo di questo (pericoloso) stand-by? Ovviamente i soldi, la copertura finanziaria di tutto l'evento che stenta a trovare una sua definitiva condivisione. Sulla carta - anzi nemmeno su quella, visto che per il momento si tratta di impegni "verbali" - la Regione contribuirebbe con 400mila euro, la Camera di commercio con 100mila, l'Esselunga (che ha in progetto l'apertura di un nuovo megastore in area Palaterme) con 200mila, mentre da Comune, Provincia, Convention bureau e altri sponsor minori dovrebbero arrivare altri 100mila euro. «Siamo sempre alla ricerca di soldi - dice il sindaco, Giuseppe Bellandi - ma prima di trovare gli sponsor serve la certezza di ospitare l'evento. Prima dovremo confrontarci con la Rai: aspetto una chiamata da Roma da un momento all'altro». Una partita parallela si gioca poi sul fronte delle gratuità alberghiere. La Miren ne ha richieste 6.650 in favore delle ragazze, truccatori, parrucchieri e tutto lo staff organizzativo al seguito della manifestazione.
Più fumoso, ancora, il discorso legato alle esigenze della Rai, che vorrebbe altre 2-4mila presenze negli alberghi. In totale, quindi, si arriverebbe a circa 10mila gratuità in un periodo, fine agosto e inizio settembre, tradizionalmente di alta stagione per le strutture di accoglienza a Montecatini. Gli albergatori sarebbero comunque disposti a mettere sul piatto parte delle loro camere, a condizione però che i costi dell'operazione vengano distribuiti anche sulle altre tipologie d'imprese. La via d'uscita potrebbe essere quella di trovare i contributi necessari a garantire le presenze gratuite aumentando (fino a un massimo del 20%) i diritti annuali della Camera di commercio. Ma la distribuzione dei maggiori oneri, ha fatto sapere la Camera, dovrà coinvolgere tutte le aziende provinciali e non solo quelle legate al turismo o quelle con sede in Valdinievole. E per non far scoppiare una rivoluzione tra gli associati (quali benefici avrebbe da Miss Italia un artigiano di Agliana?), i proventi dell'aumento verrebbero distribuiti in parte per sostenere la manifestazione e in parte per promuovere le singole realtà territoriali.
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