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Il "piolino" praticamente inutile
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Il dissuasore mobile a scomparsa in corso Matteotti Destano perplessità anche le luminarie tricolori
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MONTECATINI. L'hanno subito ribattezzato il "piolino" ed è forse una delle novità che ha destato maggiore curiosità nella Ztl. Stiamo parlando del "dissuasore mobile a scomparsa" in corso Matteotti. Niente transenna, ma il "piolino" che scompare magicamente sotto terra (tra uno sfavillare di lucine gialle e un bip bip di avvertimento) quando deve passare una vettura con il permesso. Ad azionarlo è un 'addetta della Montecatini parcheggi, dotata di telecomando: ad ogni richiesta controlla che la vettura sia autorizzata e, in caso positivo, via col pulsante. Insomma: un po' di scena, ma di automatico c'è solo il meccanismo. La decisione spetta sempre comunque ai "vigilini". E non sono poche le auto che passano, di residenti o di clienti degli hotel. La maggior parte deve entrare in via Cavallotti, poco più avanti. Al punto che, forse, sarebbe stato più utile fare iniziare la Ztl proprio dopo quell'incrocio. Tant'è che l'amministrazione sta pensando di mettere lì una transenna stile liberty. Il "piolino" fu installato dalla passata amministrazione, ma è stata quella attuale, pochi gironi fa, a renderlo funzionante facendo svolgere i lavori per la posa dei cavi elettrici. Insomma: due spese per un arnese che, forse, è nato male. Ed è destinato a morire precocemente, se è vero che tra qualche mese entreranno in funzione i varchi elettronici. E comunque, alla mezzanotte, il meccanismo viene disattivato con la partenza degli addetti al controllo. E da quell'ora alle 6 del mattino ci si affida all'effetto deterrente del solo cartello di divieto. «I controlli, la notte, verranno fatti all'interno della Ztl da pattuglie mobili di vigili», dice il vicesindaco Fanucci. Il problema sarà trovare abbastanza fondi per finanziare un numero sufficiente di pattuglie. Ma un'altra soluzione potrebbe essere quella di sollecitare la collaborazione di Polizia e Carabinieri, chiedendo loro di fare attenzione durante i loro giri in centro, e di sanzionare eventuali "profanatori". Altra decisione discussa prima ancora di entrare in funzione è la luminaria cosiddetta tricolore, in omaggio ai 150 anni dell'Italia. Qualcuno l'aveva ribattezzata ironicamente "un anticipo del Natale", oppure un addobbo da fiera paesana, poco consono a una città turistica di livello. Sono stati i commercianti a richiederla al Comune, che comunque l'ha finanziata a sue spese. Il risultato è, in effetti, controverso: di "tricolore" quella luminaria ha ben poco (a parte qualche lampadina bianca, rossa e verde) e a dominare sono le luci color ghiaccio. Proprio come a Natale, appunto. Ma è anche vero che la luce comunque vivacizza i viali. A.G.
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