Italia
La tassa di soggiorno per il parco termale non piace agli hotel
David Meccoli
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Riccardo Sensi (Pdl) 2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Non convince per niente le associazioni degli albergatori la proposta del sindaco di ricorrere a una tassa di soggiorno per il 2012. Ma, dicono, se proprio non se ne può fare a meno, allora destinarne i proventi alle Terme, è certamente la strada migliore. Potrebbe infatti passare dalle Terme al Comune la proprietà della pineta, vero e proprio polmone verde della città. Una soluzione, questa, che consentirebbe al Comune di entrare in possesso di un'importante area pubblica (punto di ritrovo per cittadini e turisti da diverse generazioni), alle Terme di avere una certa liquidità (si parla di una cifra che oscilla tra i 2 e i 3 milioni di euro) da investire nella realizzazione della nuova piscina alle Leopoldine, e ad entrambi di uscire finalmente da quella logica che va avanti da anni e fatta di continui ricorsi ai tribunali, transazioni e contenziosi sulle responsabilità e sugli oneri riguardanti la manutenzione della pineta. Questa, così, rimarrebbe un bene utilizzabile da tutti e al tempo stesso darebbe un importante segnale anche al pool di banche che finanzia i lavori alle Leopoldine, dimostrando che anche il Comune è pronto a fare la sua parte. L'amministrazione ricorrerebbe a una tassa di soggiorno per trovare i fondi necessari all'acquisto del parco termale. «La tassa di soggiorno - commenta Francesca Taddei, presidente dell'Apam - è una proposta iniqua da parte del governo, in quanto va a colpire solo le strutture ricettive, penalizzando i turisti che alloggiano nei nostri alberghi. Detto questo, capisco e condivido che il Comune voglia andare nella direzione di sostenere le Terme, ma il sindaco ha sbagliato i tempi per parlarne. La destinazione delle entrate derivanti dalla tassa, infatti, dovranno essere discusse e concertate con le associazioni, in quanto anche noi abbiamo delle proposte da fare. Per esempio ci sarebbe anche la tassa di scopo, che diversamente da quella di soggiorno potrebbe gravare non solo sugli albergatori, ma su tutte le categorie che godono dell'indotto del turismo. Torno a ribadire: la proposta del sindaco Bellandi può essere giusta e fa riflettere, ma prima si coinvolgano gli attori in gioco». Più drastica la posizione di Pistoia Turismo. «Continuiamo a essere fortemente contrari alla tassa di soggiorno - dice il presidente, Massimo Puccinelli - e anche se i soldi venissero poi spesi in favore della città, noi non cambiamo idea: si creerebbero grossi problemi per gli albergatori, categoria verso la quale si batte sempre cassa a differenza di altre». Più possibilista Asshotel. «Ne discuteremo con l'amministrazione - dice Alessandra Bartolozzi, vicepresidente - ma la strada che porta alla promozione o al finanziamento delle Terme è certamente quella giusta».
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