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Recuperato pochi anni fa lo scalo di Buggiano è vittima di raid notturni
Vandali scatenati alla stazione tra vetri rotti e bombolette spray
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Il vetro sfondato con una pietra 2 MINUTI DI LETTURA
BUGGIANO. Sulle pareti scritte di ogni tipo, il vetro di una porta secondaria sfondato con una pietra, qua e là rifiuti di ogni tipo, dalle bottiglie di plastica ai mucchi di cartone, sino ai pezzi di bicicletta: questa l'immagine desolante che da di sé la stazione ferroviaria di Borgo a Buggiano. Un'immagine che rischia di diventare per pochi intimi, visto che - non bastasse lo scarso numero di treni che vi si fermano - tra tabelloni degli orari assenti, macchinetta obliteratrice che un giorno sì e un giorno no è rotta, e assenza di spazi di attesa al coperto, son molti quelli che preferiscono fare qualche chilomentro in più in auto e andare a prendere il treno a Montecatini o a Pescia. La segnalazione, confermata da un sopralluogo su posto, è di una nostra lettrice che, macchina fotografica alla mano, ha documentato solo alcuni dei punti di degrado della stazione. Ed è un peccato, perché quella stazione, così vicina al centro del paese, e con tanti posti auto a due passi, potrebbe risultare davvero utile. Ma vandali da una parte, e dall'altra i più banali incivili che non conoscono l'uso dei cassonetti, stanno frustando anche i tentativi degli anni passati di ridare un po' di decoro alla stazione del paese. Dopo un accordo con Ferrovie dello Stato, risalente a sette anni fa, il Comune aveva preso in comodato d'uso l'immobile della stazione (mentre in resto dello scalo merci è ancora di competenza delle Ffss). Questo aveva permesso di ristrutturare l'edificio della stazione, dove poi è stata trasferita la sede della Croce Rossa. Solo che di notte l'edificio rimane incustodito, in balia dei vandali, e gli effetti si vedono. «Stiamo per intervenire di nuovo per i lavori di nostra competenza - spiega il sindaco di Buggiano Daniele Bettarini - con il taglio dell'erba, la ripulitura dai rifiuti e la riverniciatura della stazione. Per l'inverno pensiamo anche di riaprire la sala di attesa, anche se questo comporterà il disagio di doverla andare a chiudere ogni sera e a riaprire ogni mattina». E magari le ferrovie potrebbero completare l'opera mettendo un orario dei treni in bacheca.
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