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Il sindaco Bellandi alla cerimonia del 25 Aprile davanti al monumento ai Caduti
«Non lasciamo da sole le istituzioni e sosteniamo la Costituzione»
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Ferruccio Iacopini durante la sua orazione 2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Cinque ex combattenti che hanno tagliato il traguardo dei 90 anni premiati con attestati di benemerenza consegnati dal presidente dell'Ancr, Ferruccio Iacopini, e dal sindaco Giuseppe Bellandi. E' la novità introdotta quest'anno nella cerimonia del 25 aprile al termine delle celebrazioni tenute davanti al monumento ai Caduti. A ritirarli di persona ieri mattina c'erano Silvio Cellai e Ilio Giuliani. Agli altri (Mario Ferretti, Ermanno Tongiorgi e Giuseppe Amabile) gli attestati saranno recapitati a casa. Dopo il ricordo del presidente dell'Associazione combattenti Iacopini, di fronte ai cittadini e ai rappresentanti delle forze dell'ordine e combattentistiche è stato il sindaco Bellandi a chiudere le orazioni ufficiali, con un discorso appassionato in cui ha fatto un parallelo tra le celebrazioni del 150º anniversario dell'Unità d'Italia e quelle per il 66º della Liberazione. «Il 17 marzo - ha detto - abbiamo ricordato la nascità dell'Unità del Paese, oggi celebriamo la sua rinascita. Nella prima data abbiamo conquistato la libertà dallo straniero, nella seconda la libertà dal fascismo. La prima guidata dall'ideale liberale, la seconda illuminata dagli ideali di democrazia. L'unità politica dell'Italia fu opera di un numero elitario di patrioti, la vittoria sul fascismo fu l'azione corale di tutto un popolo unito nel nome di ritrovati valori di libertà e giustizia». Il sindaco ha quindi ricordato che «la Costituzione è stato l'ultimo esaltante atto del nostro Risorgimento, e non a caso le forze politiche che contestano oggi l'unità nazionale sono anche le più convinte di voler cambiare la Costituzione. Con la Resistenza ci siamo guadagnati il diritto alla partecipazione attiva alla vita pubblica delle istituzioni. Oggi siamo convinti che la libertà è partecipazione, e senza di questa la democrazia è condannata a morire per anoressia. Invito quindi i miei concittadini a non lasciare sole le istituzioni». Al termine la benedizione del parroco della Basilica, don Mario Avella, e i saluti al sindaco portati da Domenico Fisichella, ex vicepresidente del Senato e abituale frequentatore della città.
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