Appello del parroco: «Basta elemosine ai Rom, bisogna offrirgli un lavoro»
Simona Peselli
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MONTECATINI. «Basta con le elemosine agli stranieri, così si fa solo il loro male. I fedeli si impegnino piuttosto a trovargli un posto di lavoro». Il monito arriva da don Mario Avella, parroco della Basilica di Santa Maria Assunta.
«Lo so che c'è crisi e manca il lavoro anche agli italiani. Ma non è dando un euro che si può risolvere il problema di zingari e accattoni fuori dalla Chiesa. Bisogna cercare di inserirli, di far capire loro che ci può essere un'alternativa». Uno scopo di vita come cambiamento. I fedeli cerchino di "adottare" queste persone proponendo loro un lavoro di integrazione. E' una società che non è educata ad accogliere questa diversità.
I Rom vengono considerate persone scomode, che sarebbe meglio tornassero a casa loro. Piazza del Popolo è un luogo di "lavoro" appetibile per loro, che soprattutto la domenica approfittano della presenza dei fedeli per chiedere l'elemosina. «Ho parlato spesso anche con la rom più anziana, che in qualche modo li rappresenta, per convincerla a smettere e a pensare che il denaro va guadagnato - aggiunge Don Mario - bisogna aiutarli a recuperare la loro dignità.
Ma anche alla mensa non gli danno il pasto, perché dicono che i Rom creano confusione, portano scompiglio, pretendono cibi particolari. Ma di fondo manca la pazienza di educarli e di stargli dietro». Ma non è solo la condizione dei Rom a preoccupare il parroco. «Vanno riaperti i bagni pubblici della piazza - chiede Don Mario - perché il sagrato della Chiesa e le siepi sono diventati il bagno all'aperto non solo di zingari.
Ci vorrebbe da parte di tutti maggiore rispetto nei confronti della Chiesa, sia come istituzione che come struttura». La situazione non è delle più incoraggianti, ma il parroco non si perde d'animo. «Non sono cinico e non penso come tanti che non c'è nulla da fare con gli zingari - conclude Don Mario - se ci impegniamo tutti a farli uscire dal loro stato di emarginazione qualcosa può cambiare».
«Lo so che c'è crisi e manca il lavoro anche agli italiani. Ma non è dando un euro che si può risolvere il problema di zingari e accattoni fuori dalla Chiesa. Bisogna cercare di inserirli, di far capire loro che ci può essere un'alternativa». Uno scopo di vita come cambiamento. I fedeli cerchino di "adottare" queste persone proponendo loro un lavoro di integrazione. E' una società che non è educata ad accogliere questa diversità.
I Rom vengono considerate persone scomode, che sarebbe meglio tornassero a casa loro. Piazza del Popolo è un luogo di "lavoro" appetibile per loro, che soprattutto la domenica approfittano della presenza dei fedeli per chiedere l'elemosina. «Ho parlato spesso anche con la rom più anziana, che in qualche modo li rappresenta, per convincerla a smettere e a pensare che il denaro va guadagnato - aggiunge Don Mario - bisogna aiutarli a recuperare la loro dignità.
Ma anche alla mensa non gli danno il pasto, perché dicono che i Rom creano confusione, portano scompiglio, pretendono cibi particolari. Ma di fondo manca la pazienza di educarli e di stargli dietro». Ma non è solo la condizione dei Rom a preoccupare il parroco. «Vanno riaperti i bagni pubblici della piazza - chiede Don Mario - perché il sagrato della Chiesa e le siepi sono diventati il bagno all'aperto non solo di zingari.
Ci vorrebbe da parte di tutti maggiore rispetto nei confronti della Chiesa, sia come istituzione che come struttura». La situazione non è delle più incoraggianti, ma il parroco non si perde d'animo. «Non sono cinico e non penso come tanti che non c'è nulla da fare con gli zingari - conclude Don Mario - se ci impegniamo tutti a farli uscire dal loro stato di emarginazione qualcosa può cambiare».
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