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CARA BUROCRAZIA
Calcoli, visti e firme in due enti per un indennizzo di 2,45 euro
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MONTECATINI. Si parte dalla richiesta di autorizzazione. Si prosegue con l'istruttoria della pratica da parte dell'ufficio che deve concedere il nulla osta. Si finisce con la liquidazione dell'indennizzo a favore dell'ente le cui strade hanno sopportato il passaggio di un trasporto eccezionale. Una filiera burocratica che di produttivo ha poco se non l'obbligo dei travet sulle cui scrivanie passa la "pratica" di rispettare i dettami di un formalismo perpetuo. Tutti questi passaggi di scartoffie con rimandi a leggi e regolamenti, visti di legittimità e attribuzioni di responsabilità, hanno impegnato più di un impiegato in almeno due enti pubblici. Per quale fine? Registrare il pagamento e il conseguente incasso di 2,45 euro. Di fronte alla sacralità della burocrazia che tutto inghiotte e fagocita il dipendente pubblico alza le mani e non può commettere atti di blasfemia.
La "pratica" deve essere istruita a prescindere. Vediamo come nasce l'onerosa quietanza. Il territorio di Montecatini ha ospitato il transito di un veicolo con un trasporto eccezionale. Spesso si tratta macchinari o manufatti per usi industriali. Tir immensi, a volte scortati, impegnati a portare a destinazione il carico. La Provincia riceve la richiesta di autorizzazione. La concede, sentito il Comune che verrà attraversato dal bilico, e poi liquida l'indennizzo per «usura stradale». E anche qui la stella polare della burocrazia arriva in soccorso agli impiegati che, ricorrendo al codice della strada e a varie tabelle, «tenuto conto della massa del veicolo e della sua distribuzione sugli assi, delle caratteristiche costruttive e della lunghezza del percorso stradale» arrivano a partorire la cifra da versare all'ente. Per Montecatini l'usura è stata quantificata in 2,45 euro. Forse il Tir ha appoggiato una gomma per qualche secondo sul territorio termale.
Il documento non lo specifica. Ma la legge è legge. E allora niente scherzi. Si dia inizio alla "pratica". L'ufficio tecnico Provincia conteggia il disagio patito da Montecatini e la Ragioneria firma la quietanza di pagamento con la causale: "Indennizzi maggiore usura stradale". Avvertiti dell'imminente introito gli uffici finanziari del Comune avviano le procedure per legittimare l'incasso inserendolo nel capitolo gestito dall'ufficio tecnico. Ma coscienza e diritto vogliono che un atto pubblico debba avere i crismi della legalità e così nella determina i cittadini vengono avvisati che la «facoltà di ricorrere al Tar della Regione Toscana e, in modo straordinario, al Presidente della Repubblica può essere esercitata, rispettivamente, in 60 e 120 giorni». Non è mica detto che la "pratica" sia andata a buon fine. P.B.
La "pratica" deve essere istruita a prescindere. Vediamo come nasce l'onerosa quietanza. Il territorio di Montecatini ha ospitato il transito di un veicolo con un trasporto eccezionale. Spesso si tratta macchinari o manufatti per usi industriali. Tir immensi, a volte scortati, impegnati a portare a destinazione il carico. La Provincia riceve la richiesta di autorizzazione. La concede, sentito il Comune che verrà attraversato dal bilico, e poi liquida l'indennizzo per «usura stradale». E anche qui la stella polare della burocrazia arriva in soccorso agli impiegati che, ricorrendo al codice della strada e a varie tabelle, «tenuto conto della massa del veicolo e della sua distribuzione sugli assi, delle caratteristiche costruttive e della lunghezza del percorso stradale» arrivano a partorire la cifra da versare all'ente. Per Montecatini l'usura è stata quantificata in 2,45 euro. Forse il Tir ha appoggiato una gomma per qualche secondo sul territorio termale.
Il documento non lo specifica. Ma la legge è legge. E allora niente scherzi. Si dia inizio alla "pratica". L'ufficio tecnico Provincia conteggia il disagio patito da Montecatini e la Ragioneria firma la quietanza di pagamento con la causale: "Indennizzi maggiore usura stradale". Avvertiti dell'imminente introito gli uffici finanziari del Comune avviano le procedure per legittimare l'incasso inserendolo nel capitolo gestito dall'ufficio tecnico. Ma coscienza e diritto vogliono che un atto pubblico debba avere i crismi della legalità e così nella determina i cittadini vengono avvisati che la «facoltà di ricorrere al Tar della Regione Toscana e, in modo straordinario, al Presidente della Repubblica può essere esercitata, rispettivamente, in 60 e 120 giorni». Non è mica detto che la "pratica" sia andata a buon fine. P.B.
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