Dal bilancio unanalisi dei costi e dei ricavi dei servizi, ancora più netta (oltre 200mila euro) la differenza sugli impianti sportivi
Sul teatro il Comune rimette 171mila euro
Francesca Maltagliati
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La platea del teatro Pacini di Pescia Il sindaco difende la scelta: «Patrimonio della città e spendiamo meno che in passato»
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PESCIA. Il peso della cultura si fa sentire sulle spalle del Comune. È il caso del teatro Pacini che, mentre le casse piangono, spende molto di più di quello che incassa. Ammonta infatti a 179mila euro la spesa prevista per il 2011 per la gestione del teatro, contro i 7.700 euro che il Comune prevede di incassare. Un meno 171mila che però viene spiegato dal sindaco come una necessità, per poter continuare a garantire alla città un servizio importante. La spesa comprende il costo totale che l'ente deve affrontare per continuare a tener aperto il Pacini: dai costi di manutenzione ordinaria a quelli di affidamento della stagione teatrale. «Può sembrare una cifra alta - spiega il sindaco di Pescia Roberta Marchi - ma in realtà è molto contenuta se si raffronta a quanto costava prima. Non possiamo certo chiudere il teatro perché è un servizio che noi offriamo alla città. Abbiamo fatto tante cose in questi due anni, restituendo il Pacini nelle mani delle persone. A tante associazioni di volontariato che operano nel settore sociale e sanitario abbiamo dato la possibilità di usufruire della struttura gratuitamente, abbiamo fatto il tutto esaurito con gli abbonamenti della stagione di prosa, abbiamo proposto il teatro del buonumore, appuntamenti dedicati alla grande musica classica, come per il concerto di Capodanno e, oltre a questo, ci sono i progetti con le scuole. Un teatro come il nostro è un patrimonio importantissimo per la città e preferisco che i soldi vengano spesi lì, piuttosto che dare migliaia di euro ad un architetto perché progetti Toscana in Fiore, come avvenuto in passato». Il teatro non è comunque l'unico servizio offerto dal Comune a costare più di quanto incassa. Se andiamo a vedere i servizi a domanda individuale ci accorgiamo che ci sono settori in cui le entrate sono irrisorie rispetto alle spese che si devono affrontare. Ma andiamo a vedere nel dettaglio la previsione del 2011. Per gli asili nido si prevede di incassare nemmeno la metà di quanto si spende: a fronte di una spesa di 254mila euro c'è una previsione d'entrata di 123mila. Stessa cosa per le mense scolastiche. Ammonta a ben 728mila euro il costo totale del servizio che riesce a recuperare soltanto il 58% (425mila euro). Si guadagna invece dai parcheggi, 360mila euro sono le entrate e 45mila le uscite, e dall'illuminazione votiva (185mila euro di entrate contro 57mila euro di spese). Costano invece, e tanto, gli impianti sportivi per i quali si spenderà quest'anno 248mila euro, incassandone 36mila. Infine si raggiunge quasi il pareggio per il servizio dei soggiorni estivi per gli anziani che costerà 78mila euro, incassandone 74mila.
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