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Montecatini

Sì al nuovo mutuo ma il Pdl insiste: «Cambiamo banca»

Giovanna La Porta
Il sindaco Bellandi, l’au Paganelli, l’ex amministratore Fiori e l’assessore regionale Scaletti
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Il sindaco Bellandi, l’au Paganelli, l’ex amministratore Fiori e l’assessore regionale Scaletti

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MONTECATINI. Compartecipazione societaria o gestione ai privati? Su questo punto l'altra sera in consiglio comunale si è arenato l'emendamento del Pdl alla delibera sulla rinegoziazione del prestito della Bnl alle Terme, il cui via libera è stato dato ieri pomeriggio dall'assemblea dei soci. Ma nella ricerca di nuovi eventuali assetti societari emerge ora una terza ipotesi nell'ambito della maggioranza: proporre alla Regione l'acquisto di una percentuale delle quote del Comune. Scettico, a tale proposito, il vice capogruppo del Pdl, Riccardo Sensi. Che in consiglio comunale ha detto: «Non vedo quale interesse possa avere la Regione. La tendenza, se mai, è opposta: il governo toscano sta cercando di liberarsi delle compartecipate». 

Braccio di ferro. Nella riunione dei capigruppo, allargata ad assessori e consiglieri, che ha interrotto il consiglio allo scopo di trovare un compromesso tra maggioranza e opposizione, il gruppo Pdl aveva corretto il testo originale (che conteneva l'indirizzo finalizzato a individuare soggetti interessati alla gestione) inserendo l'opzione della compartecipazione al capitale sociale. Alla fine è passata la linea del Pd, più soft e sposata anche da Moreno Mencarelli (Riformisti), di dare indirizzo al sindaco Bellandi per valutare «tutte le soluzioni e le possibilità di assetto societario».  

Cambiare banca.
Intanto, c'è chi spinge per affidarsi a un nuovo istituto di credito come capofila del finanziamento erogato nel 2008. Tra questi, Eugenio Pancioli (Pdl). Che suggerisce di contattare il «Monte dei Paschi di Siena, istituto bancario legato al territorio e tesoreria della Regione Toscana, comproprietaria delle Terme, che ha l'autorevolezza per chiederlo. Il mutuo va rinegoziato e portato da 15 a 30 anni, per ridurre l'onere delle singole rate. Un'altra opportunità è quella di emettere obbligazioni a un tasso appetibile, tipo 3,50 percento, di cui potrebbero costituire garanzia i canoni derivanti alla Società Terme dalle diverse proprietà immobiliari. Sono passati otto mesi dalla famosa relazione di Giovanni Fiori al consiglio ma nessun passo concreto è stato fatto».  

Promozione.
Per Sensi «è ora di agire e guardare in faccia la realtà. Non servono solo risorse per completare le Leopoldine. Una volta concluse, ci sarà bisogno di investire milioni di euro nella promozione e nella gestione delle piscine, assumendo nuovo personale. Se non troviamo le necessarie risorse con alternative concrete, rischiamo di veder naufragare il master plan Fuksas. Siamo pronti a ringraziare Rossi e il governo regionale se si impegneranno con rilanci di capitale. Ma lo hanno già fatto in passato e non credo ci sia spazio per altre simili operazioni. L'emendamento respinto dal Pd chiedeva al sindaco di adoperarsi in tutte le forme possibili, attivando contatti con enti pubblici e con la Regione, per individuare forme alternative all'attuale contratto di finanziamento, per consentire alle Terme di realizzare il piano industriale nella sua interezza».

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