«Per difendere il reparto di pediatria siamo disposti allo scontro frontale»
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PESCIA. «Per quanto riguarda la Cisl Funzione Pubblica l'ipotesi e l'aver preso solo in considerazione una simile soluzione, è da respingere con fermezza e determinazione»: ancora un no all'ipotesi, ventilata lunedì scorso dal direttore generale dell'Asl 3, di un progressivo accorpamento del reparto di pediatria di Pescia e Pistoia. Accorpamento che, nella pratica, si dovrebbe tradurre con la chiusura, per quanto riguarda i ricoveri, del reparto a Pescia. Questa volta a dire no è il sindacalista della Cisl Francesco Paoli.
Un no che viene spiegato da Paoli: «Le conseguenze di una scelta simile sarebbero pesantissime per la popolazione. Basta immaginare i genitori dei neonati costretti con tettarelle e biberon a pellegrinare verso l'ospedale di Lucca, visto che in molti casi è più vicino di quello di Pistoia. Un ospedale che effettua circa 1.200 parti all'anno è, senza la pediatria, ridicolo e offensivo per tutti quei cittadini che pagano le tasse. Se la direzione pensa che un'ipotesi simile, dettata solo da esigenze di bilancio, passerà sotto silenzio "sindacale" ha sbagliato indirizzo. Il reparto di pediatria è sempre stato tra i più efficienti dell'ospedale, e con un tasso di occupazione dei posti letto in sintonia con le linee guida regionali, migliaia di visite ambulatoriali e un sicuro conforto e tranquillità per tanti genitori che sanno che in qualsiasi ora del giorno e della notte possono contare su un servizio di prim'ordine. Ma siamo in Italia quello che funziona si sopprime e magari tiriamo a campare con quello che non va». «Caro direttore - prosegue il sindacalista - quando le risorse umane ed economiche non sono più sufficienti è necessario, se si vogliono garantire i servizi, mantenendo quantità, qualità e costi contenuti, procedere a una riorganizzazione complessiva dell'azienda, attuando la massima flessibilità nell'organizzazione delle strutture e nella gestione delle risorse umane, procedendo altresì a una seria e certosina verifica di eventuali inefficienze, sprechi e così via.
La invitiamo quindi, ancor prima di pensare a un'ipotetica chiusura del reparto di pediatria, a inserire tra le varie ipotesi che ha illustrato alla conferenza dei sindaci anche quella da noi suggerita. È superfluo farle notare che l'ipotesi da lei ventilata porterebbe a uno scontro frontale che non gioverebbe a nessuno ma, per una giusta causa, questo sindacato è ben disposto a farlo».
Un no che viene spiegato da Paoli: «Le conseguenze di una scelta simile sarebbero pesantissime per la popolazione. Basta immaginare i genitori dei neonati costretti con tettarelle e biberon a pellegrinare verso l'ospedale di Lucca, visto che in molti casi è più vicino di quello di Pistoia. Un ospedale che effettua circa 1.200 parti all'anno è, senza la pediatria, ridicolo e offensivo per tutti quei cittadini che pagano le tasse. Se la direzione pensa che un'ipotesi simile, dettata solo da esigenze di bilancio, passerà sotto silenzio "sindacale" ha sbagliato indirizzo. Il reparto di pediatria è sempre stato tra i più efficienti dell'ospedale, e con un tasso di occupazione dei posti letto in sintonia con le linee guida regionali, migliaia di visite ambulatoriali e un sicuro conforto e tranquillità per tanti genitori che sanno che in qualsiasi ora del giorno e della notte possono contare su un servizio di prim'ordine. Ma siamo in Italia quello che funziona si sopprime e magari tiriamo a campare con quello che non va». «Caro direttore - prosegue il sindacalista - quando le risorse umane ed economiche non sono più sufficienti è necessario, se si vogliono garantire i servizi, mantenendo quantità, qualità e costi contenuti, procedere a una riorganizzazione complessiva dell'azienda, attuando la massima flessibilità nell'organizzazione delle strutture e nella gestione delle risorse umane, procedendo altresì a una seria e certosina verifica di eventuali inefficienze, sprechi e così via.
La invitiamo quindi, ancor prima di pensare a un'ipotetica chiusura del reparto di pediatria, a inserire tra le varie ipotesi che ha illustrato alla conferenza dei sindaci anche quella da noi suggerita. È superfluo farle notare che l'ipotesi da lei ventilata porterebbe a uno scontro frontale che non gioverebbe a nessuno ma, per una giusta causa, questo sindacato è ben disposto a farlo».
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